La neo ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, è intervenuta sulle pagine de “La Repubblica”.
«Non ho mai incontrato donne-figurine in politica, ma donne con una grande dignità e autonomia. C’è piuttosto un modo di raccontarle così. Però ora, davanti alle sfide che attendono il Paese, le donne abbiano di diritto uno spazio nelle forze politiche. In concreto avevo già proposto una legge per il riequilibrio della rappresentanza nei luoghi istituzionali elettivi e nelle Authority e ho istruito e proporrò un piano strategico per la parità di genere».
Bonetti afferma i punti fondamentali su cui il suo operato e quello dell’esecutivo si baseranno. «Sulle donne va fatto un passo avanti e vinta l’arretratezza italiana ho conosciuto la sensibilità del premier Draghi e sono certa promuoverà il protagonismo femminile, come del resto il presidente Mattarella ha sempre raccomandato. In questo governo ci sono donne di altissimo profilo. Aggiungo però: non è la composizione di questo governo a dire che c’è un problema di rappresentanza femminile nella nostra società. Questa disparità è una evidenza che riguarda tutti i settori».
Secondo Bonetti è «necessario che ci siano più donne ad esercitare una leadership. La valutazione di impatto di genere inoltre, deve avvenire prima di prendere le decisioni, non dopo. Non entro nelle scelte di altri partiti. Il mio, Italia Viva, mette in atto la parità di genere a tutti i livelli. Sostenere leadership femminili ed eliminare discriminazioni di genere è una priorità e deve diventare una sfida per tutti i partiti».
Una rivoluzione mai avvenuta prima, secondo la ministra delle Pari Opportunità. «Io ho istruito e porterò avanti un piano strategico per la parità di genere che il nostro Paese non ha mai avuto. Abbiamo aperto un percorso, ricordo la decontribuzione del lavoro femminile e il fondo per l’imprenditoria delle donne. Dobbiamo fare molti altri passi, fino a imprimere un nuovo slancio e cambiare l’inerzia del sistema. Occorre anche mettere in atto quelle misure giù previste nel Family Act, come l’aumento dei giorni di congedo di paternità, ma non solo».
Il Recovery è «la partita del futuro e proverei a dirla così: chiediamo cosa possono fare le donne per il futuro di tutti. Il Recovery plan del governo Draghi sarà all’altezza anche su questo punto».








