Maurizio Molinari su Repubblica parla del ‘Manifesto della nuova Casa Bianca di Trump e Musk’: “Le parole di Donald Trump da Mar-a-Lago e i messaggi di Elon Musk su X – dice l’editorialista – descrivono l’inizio di un’onda di iniziative, strategiche e mediatiche, che accompagnerà l’insediamento della nuova amministrazione Usa e con cui tutti, alleati e avversari di Washington, dovranno assai presto fare i conti.
Gli annunci di Trump e le azioni di Musk sono complementari, denotano l’esistenza di un piano ben preparato e puntano ad affermare in maniera dirompente una nuova idea di leadership americana.
Il primo passo è far conoscere in maniera inequivocabile gli obiettivi che gli Usa si propongono di raggiungere.
Da qui, spiega Molinari, le frasi pronunciate ieri da Trump, su Groenlandia, Panama e Gaza.
L’intento è ridefinire in tempo record, e in modo brutale, immagine e credibilità dell’America per mettere sulla difensiva i veri rivali, Russia e Cina, preparandosi alle trattative che avrà con loro sui temi più difficili: Ucraina e regole del commercio globale.
Ma non è tutto, perché se Trump punta a ridisegnare la geopolitica, Elon Musk fa lo stesso su due fronti che investono direttamente l’Unione europea: esaltando il legame con i partiti sovranisti e puntando a entrare con forza nel mercato Ue, il più ricco del pianeta.
Se Musk non smentisce le trattative con l’Italia sui satelliti Starlink è perché l’intento è di trasformare il nostro Paese nella porta di accesso ai mercati della Difesa e delle telecomunicazioni, offrendo a prezzi competitivi una tecnologia che l’Ue ancora non ha per trasformare l’Europa in un tassello della sfida planetaria degli Usa alla Cina.
È verosimile che la premier Giorgia Meloni, nell’incontro di Mar-a-Lago con Donald, abbia avuto contezza immediata dell’entità dell’onda Trump-Musk in arrivo anche sull’Europa.
Ed essendo il leader Ue in maggiore sintonia, personale e politica, con Trump ora proprio Meloni ha l’opportunità di svolgere un ruolo atlantico che forse neanche lei immaginava.
Da qui – conclude – l’importanza di riflettere sulla prima e fondamentale necessità che la Ue ha di fronte a Trump e Musk: non reagire in ordine sparso attraverso chiacchiericci di partiti e cancellerie nazionali ma parlare con una sola voce, a nome dell’intera Europa, e da Bruxelles.
Scegliendo la persona più adatta e credibile per affrontare le sfide senza precedenti in arrivo dall’altro lato dell’Atlantico”.








