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Destre europee: un quarto dei seggi oltre il Ppe, tra isolamento, convergenza e polarizzazione | Lo studio dell’Istituto Cattaneo

I partiti alla destra del Partito popolare europeo occupano ormai circa un quarto dei seggi del Parlamento europeo.

La loro crescita condanna l’Unione europea alla paralisi proprio quando le minacce esterne richiederebbero un’azione comune?

Oppure alcune di queste forze possono essere integrate nelle decisioni europee?

Sono gli interrogativi al centro di Far-Right Parties in EU Coalition Politics. Isolation, Convergence, Polarisation, il nuovo volume dell’Istituto Cattaneo, curato da Salvatore Vassallo, pubblicato da il Mulino e liberamente accessibile in versione digitale.

Il volume affronta il tema attraverso studi di caso su Germania, Francia, Italia e Spagna, affidati a un gruppo internazionale di esperti, un’analisi originale dei voti al Parlamento europeo e dati di sondaggio.

La tesi proposta dal volume è quella di sostituire l’allarme con l’analisi.

Secondo l’Istituto Cattaneo, le forze cresciute alla destra del Ppe non sono monoliti ideologici che recitano un copione già scritto, ma attori politici condizionati dal desiderio di potere, dal bisogno di alleati, dai limiti delle istituzioni e dalle domande dei loro elettori.

Per questo, secondo lo studio, non formano un’unica e indistinta “destra radicale”.

Il volume individua infatti traiettorie differenti nei principali Paesi europei analizzati.

Fratelli d’Italia, secondo la ricostruzione proposta, è diventato in meno di cinque anni un partner del mainstream europeo, mentre Alternative für Deutschland (AfD) si è radicalizzata dietro la Brandmauer, il cordone sanitario politico adottato nei suoi confronti.

In Francia, il Rassemblement National persegue invece una strategia di “normalizzazione” che non è stata ancora messa alla prova dall’esperienza di governo.

In Spagna, Vox oscilla tra la cooperazione con il Partido Popular e il registro più duro dei Patrioti per l’Europa.

A seconda degli incentivi politici e istituzionali, queste forze possono quindi restare isolate alle estremità dei rispettivi sistemi politici, convergere verso il centro oppure contribuire a una polarizzazione tra due blocchi contrapposti di sinistra e di destra.

Isolamento, convergenza e polarizzazione rappresentano così anche tre possibili scenari per la politica europea.

Quale di questi prevarrà, sottolinea la ricerca, non dipenderà soltanto dalle scelte dei partiti collocati alla destra del Ppe, ma anche dalle strategie adottate da tutte le altre forze politiche.

Il volume si apre con il contributo di Salvatore Vassallo sul cambiamento dei sistemi di partito e la politica delle coalizioni nell’Unione europea.

Seguono gli studi dedicati ad Alternative für Deutschland, firmato da Wolfgang Schroeder e Jan Schroeder, e al Rassemblement National, analizzato da Dominique Reynié e Sofia Ventura.

Il caso italiano viene affrontato da Edoardo Bressanelli e Margherita de Candia, che esaminano le differenti traiettorie di Fratelli d’Italia e Lega.

Anna Bosco e Pablo Simón analizzano invece l’evoluzione di Vox dalla convergenza all’isolamento.

Un ulteriore capitolo, firmato da Ruth Hanau Santini e Salvatore Vassallo, mette a confronto Rassemblement National, Fratelli d’Italia e AfD attraverso il “test della Russia”, analizzandone convergenze e divergenze dal 2014.

Il volume si conclude con uno studio di Salvatore Vassallo sulla polarizzazione politica e la stabilità democratica in Europa.

La pubblicazione, di 280 pagine, presenta i risultati del progetto di ricerca The Far Right in EU Coalition Politics, sostenuto dall’Open Society Institute in collaborazione con Open Society Foundations.

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