Su Libero, Alessandro Sallusti ironizza sull’assenza di un programma comune nel Campo largo della sinistra, immaginando una presunta bozza di accordo capace di conciliare le posizioni divergenti delle sue componenti.
L’autore ricorre alla satira per proporre una serie di compromessi paradossali sui principali temi politici.
Sull’Ucraina, il testo ipotizza aiuti limitati ad armi giocattolo e proiettili a salve, mentre sull’immigrazione propone «porti chiusi ma a giorni alterni», così da accontentare sia i sostenitori della linea restrittiva sia i solidaristi.
La Marina militare dovrebbe sostenere la Flotilla diretta a Gaza soltanto se priva di armi.
Sallusti immagina inoltre un’extra tassa sui profitti di banche e assicurazioni, con un’eccezione per Unipol, e un reddito di cittadinanza riservato a chi vive all’estero da almeno dieci anni.
L’autore prosegue prendendo di mira le proposte dell’opposizione sulla sanità: le liste d’attesa verrebbero abolite per legge e sostituite da «navigator sanitari» incaricati di incrociare decessi e disponibilità delle pompe funebri.
Sul tema della patrimoniale, il compromesso consisterebbe nell’abolizione della proprietà privata.
Anche l’occupazione abusiva delle case sarebbe consentita, ma solo a chi possiede una tessera di Alleanza Verdi Sinistra controfirmata da Ilaria Salis.
La lista si conclude con l’assegnazione a Matteo Renzi di una delega in bianco per il controllo dei servizi segreti, seguita dalla formula «più varie ed eventuali».
Attraverso queste ipotesi volutamente assurde, Sallusti mette in evidenza, secondo la propria lettura satirica, le distanze ideologiche e programmatiche tra i partiti del Campo largo.








