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Carlo Sangalli (presidente Confcommercio): «Le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti danneggiate dall’universalismo delle tutele»

“L’universalismo delle tutele comporta un pesante aggravio della contribuzione per le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti: le imprese più colpite dall’impatto dell’emergenza sanitaria. È necessaria maggiore attenzione alle caratteristiche settoriali e alle diverse dimensioni aziendali”.

È il giudizio del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Secondo Sangalli, serve “un periodo transitorio adeguato e non limitato al solo 2022, un meccanismo di bonus/malus strutturale per allineare la contribuzione alle prestazioni effettive, la definizione di causali specifiche per i settori del terziario di mercato per accedere agli ammortizzatori. E un raccordo stretto con le politiche attive per l’occupazione”.

Inoltre, “bisogna trovare soluzioni compensative per attenuare l’incremento della contribuzione dei nuovi ammortizzatori. A regime, parliamo di circa 900 milioni di euro annui a carico del terziario di mercato” e “bisogna ridurre simmetricamente altre componenti contributive del costo del lavoro a carico delle imprese. In particolare, i contributi dovuti per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, il contributo di malattia e il contributo per gli assegni familiari anche in considerazione del nuovo assegno unico. C’è lo spazio per intervenire, ma occorre farlo rapidamente”.

Altrimenti, avverte, “si frenerà gravemente la ripartenza del terziario di mercato che contribuisce al Pil e all’occupazione del Paese per circa il 40% del totale. Proprio per questo abbiamo chiesto al ministro del Lavoro e al presidente del Consiglio un tavolo di confronto sulla sostenibilità del nuovo assetto”.

“La ripresa della pandemia, anche a livello globale, preoccupa per le ripercussioni sull’economia del nostro Paese. Occorre fare di più, sia per le imprese che non sono ripartite, e penso soprattutto alla filiera del turismo e della cultura, sia per quelle che stanno ripartendo troppo lentamente”.

“Gli interventi in materia di Irpef e Irap – prosegue – vanno considerati come una prima tappa del processo di riduzione della pressione fiscale. Se per l’Irpef è apprezzabile l’alleggerimento del prelievo fiscale sui redditi medi e medio-bassi, sull’Irap lo stanziamento da un miliardo di euro dovrebbe consentire l’eliminazione dell’imposta solo per piccoli imprenditori e lavoratori autonomi”.

Inoltre, continua Sangalli, “non siamo solo preoccupati per l’inflazione che secondo il nostro ufficio studi potrebbe attestarsi nell’ultimo trimestre al 4% riducendo il potere di acquisto delle famiglie ma anche per la crescita dei costi dei consumi obbligati, le bollette per intenderci. Gli ulteriori stanziamenti per la riduzione compensativa degli oneri di sistema non bastano. Serve un ampio ventaglio di politiche e azioni strutturali”. Infine, aggiunge, “occorrono interventi urgenti in materia di cartelle esattoriali, Tosap e Cosap”.

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