Il sindaco di Milano, Beppe Sala, è intervenuto sulle pagine del Corriere della Sera, commentando il nuovo governo Draghi e la polemica riguardo lo squilibrio di genere nell’esecutivo.
«È un governo che va supportato a ogni costo. Meglio lasciarlo lavorare, prima di sparare giudizi. Ci sono competenze-chiave tra i tecnici portati a bordo. In alcuni ruoli decisivi ci sono persone molto capaci. Un’unica critica: troppa differenza tra uomini e donne. E ritengo che sia più colpa dei partiti che di Draghi».
Le donne del Pd, rimarca, «hanno ragione. Arrabbiarsi è giusto. È una delusione. Questo è il turno della stigmatizzazione del Pd; ma prima è toccato ad altri. È proprio la cultura dei partiti che è così. Spero sia l’ultima volta in cui si possano commettere errori del genere. Di questo passo ci vorrebbero vent’anni per raggiungere l’equilibrio della rappresentanza politica, e settant’anni per la parità di retribuzione. Si deve accelerare; altrimenti la partita è persa».
Il sindaco di Milano svela di aver parlato con Draghi negli ultimi giorni. «Ci siamo sentiti e messaggiati durante la formazione del governo. Non posso che ribadire la mia profonda stima e la consapevolezza che lui fosse l’unico a poter fare una cosa del genere. In tv quindici giorni prima mi avevano chiesto se un nuovo governo Conte fosse l’unica soluzione; avevo risposto di no, pensando che non c’era nessuno più preparato di Draghi. Non possiamo che nutrire speranza».








