Arriva un accordo tra i governi europei sul nuovo regolamento per le emissioni inquinanti ‘Euro 7’.
L’attesa è che il via libera possa venir approvato a maggioranza al Consiglio dell’Ue tra i ministri per la Competitività di lunedì, facendo passare il testo di compromesso proposto dalla presidenza spagnola di turno.
Si tratta di una mediazione al ribasso rispetto alla proposta iniziale fatta a novembre dalla Commissione europea, che oltre a prevedere nuovi standard sulle emissioni dai freni o dagli pneumatici fissava tutta una serie di nuovi limiti.
Diversi Stati hanno però chiesto via via regole meno rigide, temendo che i nuovi vincoli, ad esempio sui protossidi di azoto nei motori a combustione, potessero sviare rispetto agli investimenti nei veicoli elettrici.
Secondo l’accordo che dovrebbe venir approvato lunedì verrebbe così allungata a 30 mesi, dai 24 inizialmente previsti, la data di entrata in vigore del nuovo regolamento.
La posizione del Consiglio andrà poi negoziata comunque con il Parlamento.
“Avremmo voluto forse un documento più ambizioso per quanto riguarda alcune delle particelle emesse, e in particolare per quanto riguarda i gas di scarico supplementari.
Ma questo non avrebbe avuto il sostegno degli Stati membri”, ha spiegato una fonte europea, parlando poi della “possibilità” di inclusione del testo degli e-fuels, sotto proposta della Germania, anche se l’attesa è che la questione venga discussa dai ministri lunedì.
Gli standard Euro 7 sulle emissioni saranno i primi a livello mondiale in materia a non limitarsi a regolamentare i gas di scarico, con i relativi nuovi limiti per particolato prodotto da freni e microplastiche dagli pneumatici, ma saranno applicate a tutti i veicoli, elettrici inclusi.
Il testo di compromesso messo a punto dalla presidenza spagnola resta comunque passibile ancora di interventi nell’ambito del Consiglio Competitività di lunedì.
Concentrandosi sulle emissioni di freni e pneumatici l’accordo Euro 7 finirebbe quindi per confermare gli standard Euro 6 per i gas di scarico, finendo con l’affossare l’idea dell’esecutivo comunitario di rendere più rigidi i limiti per autocarri ed autobus.
La Ue ha progressivamente inasprito i limiti di emissione per i veicoli a partire dalla prima serie di norme, note come ‘Euro 1’ del 1992.
La riforma Euro 7 nei piani dell’esecutivo comunitario avrebbe dovuto portare a una riduzione del 35% delle emissioni di monossido da macchine e furgoni per il 2035 e del 56% da bus e camion, riducendo le particelle dal tubo di scarico del 13% per auto e furgoni e del 39% per bus e camion.
Le particelle emesse dai freni avrebbero dovuto ridursi del 27%.
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