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Antonio Tajani (Vicepresidente Forza Italia): «Troppe polemiche, serve una vera collaborazione»

È il momento «del buonsenso, quello che noi abbiamo sempre dimostrato». Lo afferma, a proposito delle nuove misure anti-Covid che il governo si appresta a varare, il vicepresidente e coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani, intervistato sul Corriere della Sera da Paola Di Caro.

Oggi il tema che divide è quello dei tempi delle riaperture: entro aprile, dice Salvini, lasciamo parlare i dati, ribatte Draghi. Voi da che parte state? «Qui non si tratta di scegliere. Non siamo mai stati né aperturisti a oltranza né allarmisti. Personalmente, avrei preferito che rimanessero anche le zone gialle, sia per dare il segnale che le cose migliorano se i dati ci dicono questo, sia per evitare che la gente senta i divieti troppo rigidi rispetto alla situazione e in qualche modo sia portata a violarli. Poi il problema è più di merito».

«Il punto – prosegue infatti Tajani – non è aprire o chiudere, fermo restando che a Pasqua è comprensibile una zona rossa nazionale, ma cosa e perché. Se restano chiusi centri sportivi e bar, si rischia che la gente si assembri in luoghi diversi e incontrollati anziché in altri dove le regole sono rigorose e vengono fatte rispettare. Tutto deve avere una logica per funzionare, non servono slogan».

Quello di Salvini è uno slogan o no? «Molti partiti in questa fase sembrano voler piantare bandierine come fossimo in campagna elettorale, ma non è questo il tempo. Questo è tempo di pensare al bene comune insieme, non di raccogliere consensi di parte. Lo diciamo a tutti, soprattutto al Pd che in questa fase mi pare impegnato in troppe polemiche».

Al Pd che cosa chiedete? «Che non si muova assieme al M5S come se questo governo fosse roba loro o comunque da loro egemonizzato: l’esecutivo Draghi esiste perché ci siamo tutti. Quindi bisogna collaborare, non vivere in perenne sfida. A partire dalle riforme che l’Europa ci chiede».

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