Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Antonio Decaro (presidente ANCI): «Con i rincari attuali, rischiamo di spegnere tutto già a maggio»

“L’anno scorso a Bari avevamo esaurito già a settembre i fondi per le spese energetiche. E non c’erano ancora i rincari. Quest’anno, con la situazione attuale, rischiamo di dover ‘spegnere’ tutto già a maggio” spiega in una intervista a Il Tempo il presidente nazionale dell’Anci Antonio Decaro e sindaco del capoluogo pugliese che ieri, come in molte altre città, a partire dalle 20, ha spento l’illuminazione in alcuni luoghi simbolici quale “gesto simbolico, non una protesta, perché siamo consapevoli dei problemi nel bilancio dello Stato. Ma vorremmo far capire che, come esiste un problema per le famiglie e per le imprese, ce n’è anche uno – molto grande – per gli enti locali” spiega.

“Il costo dell’energia in un anno per i Comuni italiani oscilla tra 1,6 e 1,8 miliardi. Mi riferisco solo alla ‘materia prima’ e non anche alle altre voci della bolletta. Ebbene, la stima che abbiamo fatto è che quest’anno il surplus dovrebbe attestarsi sui 550 milioni. Dieci anni fa, quando lo Stato centrale ci tagliò trasferimenti per 540 milioni, abbiamo promosso una protesta. Oggi siamo nelle stesse condizioni”.

Si tratta di rincari, precisa, “intorno al 50% per l’energia elettrica e al 40 per il GAS”, “a Bari nel 2021 avevamo in bilancio 7,2 miliardi per le spese energetiche. A settembre li avevamo esauriti e per continuare a illuminare le strade e a riscaldare le scuole abbiamo dovuto fare delle variazioni di bilancio. Che quest’anno rischiamo di dover fare già a maggio. E certe scelte non sono mai indolori. Cioè si tagliano altre spese. Si taglia la manutenzione stradale, si riducono i trasporti, si depotenzia la raccolta dei rifiuti. Altro modo non c’è”.

Quindi “per adesso ci servono 550 milioni tra i soldi che ci sono nel decreto già licenziato e quello che arriverà a breve” e “il problema del caro energia è solo uno di quelli che ci troviamo ad affrontare dal punto di vista economico. Solo nel 2022 spenderemo circa 600 milioni di euro in più per gli stipendi dei dipendenti. Frutto di un accordo tra il governo e i sindacati. Una scelta sacrosanta, ma alla fine i soldi dobbiamo metterceli noi”.

E poi c’è la crisi economica per il Covid…. “Esatto. E quest’anno il governo non ci ha dato alcuna compensazione per i mancati introiti fiscali. Nel 2020 sono arrivati 7 miliardi, l’anno scorso 4, nel 2022 niente”.

Infine ricorda i progetti del Pnrr: “C’era bisogno di assumere personale per realizzare per tempo gli studi di fattibilità. Il governo ha tolto i vincoli alle assunzioni, è vero. Ma i soldi da spendere sono sempre i nostri. E, con il caro bollette, torna il solito discorso: dove li prendiamo? Un capitolo a parte meritano le procedure”, “sono molto preoccupato, senza ulteriori semplificazioni delle autorizzazioni non potremo spendere tutti i fondi entro il 2026”.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.