Angelo Bonelli (Coordinatore Verdi): «Il PNRR andrebbe ribattezzato della ‘Finzione ecologica’»

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”Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del governo Draghi evidenzia la distanza che c’è tra i tecnici al governo del Paese e i problemi prioritari che quotidianamente la popolazione italiane deve affrontare. Analizzando i numeri e le cifre irrisorie investite in punti strategici per avviare una vera transizione come il trasporto pubblico, la gestione delle   reti idriche e la depurazione, questo piano andrebbe ribattezzato della ‘Finzione ecologica”’. Così il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.

“Il piano dimentica le città italiane, le risorse sul trasporto pubblico sono assolutamente insufficienti per far fronte alla   congestione provocata dal traffico nelle città e all’emergenza sanitaria dimenticata – continua Bonelli – quella dello smog che ogni anno, in Italia, causa 52 decessi, come riportato dallo studio dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Per i treni regionali, su una flotta circolante di 456 treni, di cui 250 ancora alimentati a gasolio, solo il 10% verrà sostituito; mentre per gli autobus, su una flotta circolante di 42.800 autobus, molto vecchia e con eccessivi costi di manutenzione, solo l’11% verrà cambiato, pari a 5.400 autobus: i pendolari italiani continueranno a essere dannati”.

“Purtroppo – continua l’ambientalista – i dati del piano non si smentiscono neanche per quanto riguarda la rete fognaria, dove è prevista la cifra inadeguata di 600 milioni di euro, nonostante una condanna da parte delle Corte di Giustizia europea di 80 mila euro al giorno per la mancata depurazione delle acque reflue”. Sulle reti idriche, “che perdono 100.000 litri a secondo – sottolinea Bonelli – c’è un investimento di soli 900 milioni: l’acqua persa potrebbe dare da bere a una popolazione di 40 milioni di persone. Sull’energia, come abbiamo più volte denunciato, si stanziano risorse pubbliche per produrre idrogeno dal gas, premiando con soldi pubblici aziende come Eni e Snam che invece di avviare la decarbonizzazione continueranno a estrarre idrocarburi”.

”Sul sociale, c’è una grave sottovalutazione, perché con il piano si costruiranno 228.000 posti per i bimbi negli asili nido e scuole dell’infanzia a fronte di un fabbisogno di 1.250.000 posti, il piano Colao prevedeva stanziamenti per coprire il 60%, per un totale di 750.000 posti: solo nel 2019 25.000 genitori, quasi tutte donne, si sono licenziati dal lavoro perché non riuscivano ad avere cura dei propri figli”.

Il Pnrr del governo Draghi, aggiunge Bonelli, “non rende pubblici gli allegati dove leggere le specifiche dei progetti, almeno i titoli, che verranno finanziati, questo è un fatto molto grave per una democrazia come quella italiana se pensiamo che le forze politiche che si trovano in Parlamento sono state esautorate dalla valutazione di un piano   fondamentale per il futuro dell’Italia. Che il Parlamento non conosca gli allagati del Pnrr, dove prendere visione analiticamente dei progetti che saranno finanziati, è un fatto grave e un esautoramento delle funzioni del Parlamento”.   

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