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ANCE: Il Mezzogiorno traina la ripresa delle costruzioni

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“Nel 2021 il Mezzogiorno traina la ripresa del settore delle costruzioni con tassi di crescita attorno al 9%, dopo una crisi che ha spazzato via al Sud 245 mila posti di lavoro e oltre 30 mila imprese”.

Le prospettive, alla luce del Pnrr, sono molto interessanti ma il punto interrogativo è se riusciranno le pubbliche amministrazioni del Sud a spendere bene e nei tempi giusti, queste risorse.

Lo dichiarano l’Ance nazionale e regionale Puglia che oggi hanno presentato un rapporto dedicato al Pnrr e al suo impatto su costruzioni e infrastrutture, presenti tra gli altri Gabriele Buia, presidente nazionale Ance, Domenico De Bartolomeo, vice presidente nazionale Ance, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla Innovazione tecnologica e transizione digitale, Assuntela Messina Ance ha evidenziato che “per il settore delle costruzioni nel Mezzogiorno, tra risorse del Pnrr, Fondi Strutturali e finanziamenti ordinari, si arriva dunque a un totale di 96 miliardi di euro, che andranno a finanziare gli investimenti pubblici necessari al recupero del divario infrastrutturale che storicamente caratterizza queste aree”.

Citando le stime Prometeia, il direttore del centro studi Ance, Flavio Monosilio, ha dichiarato che “nel 2022 è atteso un importante recupero del Pil nel Mezzogiorno (+4,1%) superiore al Centro-Nord (rispettivamente pari al +3,7% e al +3,8%). Molto dipenderà però dalla capacità di sfruttare le grandi opportunità che si stanno prefigurando, soprattutto grazie al Pnrr e ai fondi per il riequilibrio territoriale”.

Nel Pnrr, ha spiegato l’Ance, “larga parte delle risorse per il recupero del divario Nord-Sud riguarderà investimenti di interesse per il settore delle costruzioni”: 44,8 miliardi di euro, il 55% del totale delle risorse, sono per il Sud.

Per Ance, “oltre la metà dei fondi destinati alle costruzioni al Sud (circa 24,2 miliardi di euro) sono già stati territorializzati” e “nella distribuzione regionale degli investimenti territorializzati, emergono ai primi posti le regioni del Sud: Campania (7,4 miliardi), Sicilia (5,1 miliardi), Puglia (3,9 miliardi), Abruzzo (2,7 miliardi) e Calabria (2,3 miliardi)”.

Se le risorse sono importanti, “il nodo cruciale – ha avvertito l’Ance – risiede nell’effettiva capacità di spendere e di realizzare le opere”.

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