Con volumi di traffico sempre più elevati e un numero crescente di variabili da coordinare, il digital twin potrà supportare più efficacemente le decisioni mettendo in relazione informazioni provenienti da sistemi, organizzazioni e persone diverse.
Il traffico aereo europeo ha raggiunto nuovi massimi.
Secondo il recentissimo report pubblicato da Eurocontrol, tra giugno e agosto 2026 sono stati registrati in media 35.959 voli al giorno, il 2,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con 66 nuovi record giornalieri di traffico.
Il 10 luglio è stato inoltre raggiunto il massimo storico della rete europea, con 37.640 voli in un solo giorno.
Volumi di questo tipo rendono ancora più rilevante una delle sfide meno visibili della gestione aeroportuale: dietro ogni partenza devono essere coordinate continuamente informazioni su voli, mezzi, turni, personale e attività operative, prodotte e utilizzate da organizzazioni differenti.
E non tutte queste informazioni hanno la stessa origine o lo stesso livello di affidabilità.
Il tema è stato affrontato da Fabrizio Pasanisi di Softlab durante la sessione dedicata alle Critical Infrastructure di IDE – Industry Digital Evolution 2026, che si è tenuta a Brindisi dall’8 all’11 settembre, partendo dall’esperienza maturata nello sviluppo di GRAMS, piattaforma che supporta la gestione delle operazioni a terra negli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino e, attraverso operatori aeroportuali, anche nello scalo di Catania.

Quando il dato non arriva da un sensore
A differenza di altre infrastrutture, dove una parte rilevante dello stato del sistema può essere rilevata automaticamente attraverso sensori, negli aeroporti molte informazioni operative dipendono anche dalle persone che le inseriscono e le aggiornano.
Un dato può quindi arrivare in ritardo, essere incompleto o non risultare immediatamente coerente con altre informazioni disponibili.
Per questo non basta raccogliere tutto in un unico sistema: occorre confrontare dati provenienti da fonti diverse e verificarne la coerenza, così da restituire agli operatori una fotografia il più possibile attendibile di ciò che sta accadendo.
È qui che il digital twin assume un ruolo centrale.
Nel contesto aeroportuale non rappresenta soltanto spazi, mezzi e infrastrutture fisiche, ma può includere anche l’organizzazione delle attività: voli, operatori disponibili, turni, qualifiche, assegnazioni e stato delle operazioni.
“La complessità di un aeroporto non dipende soltanto dal numero di sistemi coinvolti.
Nello stesso processo lavorano organizzazioni diverse, che non appartengono a un’unica catena di comando ma devono condividere informazioni e coordinarsi continuamente.
La tecnologia deve riuscire a restituire una visione comune di ciò che sta accadendo”, spiega Fabrizio Pasanisi, Manager Responsabile del prodotto Grams di Softlab.
Un unico aeroporto, molte organizzazioni
All’interno dello stesso scalo operano contemporaneamente gestore aeroportuale, compagnie aeree, handler, enti di controllo e sicurezza e altri soggetti indipendenti, ciascuno con responsabilità e sistemi differenti.
La qualità del dato diventa quindi anche un problema di coordinamento.
Un’informazione inserita in ritardo o non aggiornata può attraversare più sistemi e incidere sulle attività successive.
Il ruolo delle piattaforme digitali è mettere in relazione queste informazioni e renderle utilizzabili all’interno dello stesso processo operativo.
GRAMS, ad esempio, integra dati relativi a voli, turni, disponibilità e qualifiche del personale, mezzi e attività a terra, consentendo di riorganizzare le risorse quando ritardi o altri imprevisti modificano la programmazione.
Software che devono funzionare 24 ore su 24
A questa complessità si aggiunge un secondo problema: i sistemi aeroportuali devono continuare a funzionare mentre vengono aggiornati.
Un aeroporto opera 24 ore su 24 e le finestre disponibili per intervenire sui software sono poche, brevi e concordate con il gestore.
Anche manutenzione e aggiornamenti devono quindi essere pianificati in modo da ridurre al minimo la finestra di intervento e dunque limitare le conseguenze sull’operatività.
“Quando un software entra nei processi quotidiani di un aeroporto, l’affidabilità riguarda soprattutto la qualità dei dati e la continuità del servizio.
Il sistema deve continuare a funzionare mentre le operazioni proseguono e la tecnologia evolve”, conclude Pasanisi.








