Giuseppe Sala (Sindaco di Milano): «Milano ripartirà dai suoi capisaldi: moda, inclusione, sostenibilità e turismo»

“La pandemia ha scombussolato il mondo”. Ne è certo Giuseppe Sala, sindaco di Milano, che in una lunga intervista concessa al Sole 24 Ore ha parlato a 360 gradi di quello che è cambiato con la diffusione del coronavirus: dall’economia alla sanità, fino ad arrivare alla moda, dando uno sguardo anche al futuro. “La globalizzazione, per come l’abbiamo  conosciuta, non ci sarà più – ha sottolineato il primo cittadino del capoluogo lombardo -. Quante volte, ai tempi di Pirelli o di Expo, ho fatto andata e ritorno con New York in due giorni.

Ogni città deve essere ripensata. Ma rivendico l’identità di Milano: la miscela di crescita economica e di capitale sociale. Milano destina 300 milioni di euro ogni anno al welfare, ha riconosciuto diritti civili e amministrativi alle coppie Lgbt e ha una  integrazione significativa degli stranieri e degli italiani di origine straniera. La media italiana di queste comunità è pari al 9% della popolazione. A Milano è al 19 per cento”.  

“Altrove  – ha aggiunto – una quota simile avrebbe prodotto una polveriera di tensioni e conflitti. Da noi, pur con tutte le contraddizioni, prevalgono la coesione e il confronto”. L’arrivo dell’emergenza sanitaria, iniziata ormai quasi un anno fa, ha stravolto anche le competenze, ruoli, necessità e ‘abitudini’ che ogni sindaco era consueto fare in tempi ‘normali’: “Come sindaco all’inizio non ho avuto la giusta percezione – ha specificato Sala  -. Ma chi l’ha avuta? Nessuno aveva capito la portata storica e la pervasività di questo virus. La scelta migliore, invece, è stata di non rinunciare a stare qui a Palazzo Marino. Io e i miei quattro principali collaboratori siamo sempre venuti in ufficio. Per cento giorni di fila. Senza soste. Per provare a dare risposte ogni giorno diverse, in una situazione drammatica e mai affrontata prima”.  

Le città adesso devono approcciarsi in modo diverso e, quando finirà l’emergenza, bisognerà guardare con ottimismo al futuro: “I capisaldi della nostra città – ha spiegato Sala – restano validi. La moda si svilupperà sempre più, oltre che sull’online negli acquisti, anche nella trasformazione dei negozi in showroom. E quale luogo migliore di Milano per questo? Inoltre, la prospettiva strategica è quella della sostenibilità. E le imprese italiane della moda operano da tempo in quella direzione. Per il turismo Milano è l’unico luogo che coniuga l’arte e la modernità, che è fatta di design e di food. Il vaccino sembra imminente. Perché non dovrebbero tornare gli americani e i cinesi?”.  

Infine, il punto sulla sanità, con la Lombardia che è stata una delle regioni, probabilmente la più, colpita dal coronavirus: “La sanità privata non va rinnegata. Ma, nella legislazione, è da rimodulare il tema finanziario del rimborso pubblico ai gruppi privati: una quota vada alla prestazione singola e una quota sia corrisposta, invece, a fine cura. Solo al raggiungimento del risultato finale. Sennò si rischiano l’abuso delle prestazioni e la trasformazione del paziente in una mera fonte di fatturazione per gli operatori della sanità privata”, ha concluso Sala.  

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.