Crescita nelle rinnovabili con ingresso nell’eolico e nei clienti elettrici con le gare per la fine della tutela. Ma soprattutto nelle reti con un’operazione da 1,2 miliardi (1,35 come valore di impresa). L’ad di A2A, Renato Mazzoncini, ha spiegato a Repubblica le ragioni di queste operazioni. “E’ un po’ nella logica delle cose – ha detto – e al giorno zero vi è una focalizzazione accentuata sull’accezione finanziaria rispetto al valore strategico e industriale dell’operazione. In realtà, l’acquisto di reti contigue al territorio dove operiamo ci consente sinergie operative molto importanti. Inoltre, le reti di Milano e di Brescia hanno ipotesi di crescita quasi doppie rispetto alla media nazionale, essendo al centro del nord più produttivo. Per A2a è una grande operazione: perché raddoppiamo l’estensione della rete elettrica, che è una delle nostre attività principali, valorizzando una competenza storica”.
Capitolo rinnovabili: siete entrati nell’eolico e da tempo avete investito nel fotovoltaico. “In Italia nel 2023 sono stati realizzati 8,5 Gw di nuove rinnovabili, di cui il 65/70% legate al superbonus. Questo vuol dire che la velocità di crociera per arrivare ai target dei piani fissati dal governo deve quadruplicare. Questo mi fa dire che da un lato dobbiamo continuare a lavorare per realizzare sempre più rinnovabili, dall’altro lato che è inutile fissare obiettivi troppo elevati perché poi non riusciamo a raggiungerli. Per cui nel nostro piano abbiamo previsto lo sviluppo delle rinnovabili per avere un mix energetico ben bilanciato ma abbiamo fissato una crescita attuabile. Da qui al 2035 abbiamo previsto 300 Mw all’anno e li realizzeremo con i progetti già in pipeline”, ha aggiunto l’ad.
L’Italia ha una quota importante di idroelettrico. L’Europa chiede che le concessioni vengano messe a gara. Ma gli operatori, come A2a, ritengono sia un errore. Questo, ha spiegato Mazzoncini, “perché l’autonomia energetica è uno degli elementi chiave della transizione e l’idroelettrico, che necessita di investimenti rilevanti, è indispensabile per il nostro Paese e per i target di decarbonizzazione fissati dall’Ue. E’ inoltre una risorsa strategica che attualmente non è oggetto di gare in nessun Paese d’Europa. Al momento, mi sembra che ci sia la volontà politica per trovare una soluzione per sbloccare questi investimenti in tempi rapidi. Per quanto riguarda A2a, va detto che siamo un grande operatore idroelettrico e quindi non temiamo le gare, che potrebbero aprire anche nuove opportunità di crescita, ma sono preoccupato perché la complessità delle stesse, la loro organizzazione, e l’inevitabile susseguirsi di ricorsi potrebbero rinviare gli investimenti necessari. Non ce lo possiamo permettere”.
A2A si è assicurata un sostanzioso pacchetto di clienti in uscita dal mercato tutelato dell’elettricità nel centrosud, a Cagliari, Napoli e Palermo. “Abbiamo l’obiettivo di crescere anche al di fuori dei nostri territori storici. E’ certamente una base clienti più ‘articolata’ rispetto a quella tradizionale di A2A. L’importante è avere una base clienti che possa essere interessata anche ad altri servizi, dall’installazione di impianti di climatizzazione agli impianti solari sui tetti”, ha spiegato l’ad.








