“Speriamo di contribuire anche con i nostri banchi al ritorno alla normalità, c’è una grande voglia di tornare alla normalità”. Nicola Forzato è il responsabile relazioni esterne della Mobilferro Srl, un’azienda di Rovigo che ha fornito i primi banchi scolastici monoposto consegnati a Nembro, nel Bergamasco, uno dei Comuni più colpiti dall’epidemia di coronavirus. La ditta veneta di Trecenta, nel Polesine – 30/40 dipendenti di base, che in tempi normali arrivano a 100 nella stagione di massimo lavoro – il cui titolare è Stefano Bianchini, ha vinto una commessa con il bando del commissario straordinario Domenico Arcuri per la fornitura di 190 mila banchi e 40 mila sedie. “Si tratta di banchi tradizionali, senza rotelle, con struttura in metallo e piano in laminato-faggio ignifugo – spiega Forzato – le sedie hanno anch’esse la struttura in metallo, la seduta è in faggio”. Mobilferro rifornirà scuole dalle elementari alle superiori, come fa abitualmente da impresa del settore arredo scolastico – il core business – e per ufficio. Non ha dovuto rivoluzionare la produzione per l’emergenza Covid-19, dopo aver chiuso per il lockdown a inizio marzo e riaperto a maggio alla prima occasione utile. “Non ci aspettavamo un’attenzione mediatica così alta – ammette il responsabile relazioni esterne – ma siamo orgogliosi di confermare la nostra posizione consolidata nel mercato scolastico italiano. Nella nostra zona il virus non ha colpito duramente, ma sento da amici e parenti che c’è un grande bisogno di tornare a scuola, per tutte le famiglie. Non ho ancora figli, ma lo vedo con mio nipote che ha 6 anni”. “Le caratteristiche dei banchi? Si tratta un po’ di un ritorno al passato – spiega Forzato -, alla concezione frontale dell’insegnamento, mentre negli ultimi anni ci chiedevano sempre più spesso prodotti per una didattica di gruppo. Con il distanziamento in fondo si torna alla tradizione”.








