[L’intervento] Massimo Simonini (AD Anas): «Abbiamo investito 16 miliardi nella manutenzione programmata delle nostre strade. L’investimento in sicurezza aiuta il Pil e la Ripartenza. E vi spiego perché»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

La qualità del servizio offerto agli utenti della nostra rete è al centro della strategia di investimenti Anas.

La manutenzione in questo quadro rappresenta un elemento determinante, in quanto una infrastruttura viaria ben tenuta permette di innalzare i livelli di sicurezza e di comfort alla guida, potenziando la capacità trasportistica, senza consumo di territorio e con un basso impatto ambientale, e rendendo il Paese più competitivo.

La manutenzione, oltre a essere un elemento fondamentale per la sicurezza della rete, ha anche importanza nell’ottica del rilancio dell’economia del Paese, obiettivo fondamentale in questo periodo di pandemia.

Gli interventi di manutenzione hanno infatti tempi di attivazione rapida, pari a 3-6 mesi, non necessitano di particolari autorizzazioni; hanno un impatto immediato sul PIL con rapido impiego di risorse umane, forniture e fatturati per cantieri. 

In linea con le direttive della Capogruppo Ferrovie dello Stato Italiane, abbiamo puntato sulla valorizzazione dei nostri asset infrastrutturali, oltre 30 mila chilometri di rete stradale e autostradale, tramite un piano di investimenti in manutenzione della rete che si accompagna ad una rinnovata visione di gestione della strada.

Il nostro Contratto di Programma pluriennale stipulato con il Ministero delle Infrastrutture vale complessivamente 29,9 miliardi dei quali 15,9 miliardi, pari al 53% del complessivo, sono destinati alla manutenzione programmata, l’adeguamento e la messa in sicurezza della rete.

Per impiegare efficacemente questa straordinaria mole di investimenti in manutenzione è necessario disporre di un attento monitoraggio delle infrastrutture. Per questo abbiamo re-ingegnerizzato l’intero processo di vigilanza delle opere, finalizzato a standardizzare i controlli e a tracciarne esecuzione e risultati in un sistema informativo gestionale centralizzato. Questo processo consente di programmare su scala pluriennale interventi di manutenzione consolidando il passaggio dalla manutenzione “straordinaria” alla manutenzione “programmata”, in funzione dello specifico elemento che costituisce la strada, il ponte, la galleria, la pavimentazione, la segnaletica.

La strategia alla base è di superare la logica dell’intervento episodico o emergenziale grazie ad una lettura complessiva dell’infrastruttura e degli eventi che su questa o al suo intorno si verificano, per intervenire prevenendo le criticità di sicurezza, funzionalità o confort della rete.

La sorveglianza delle infrastrutture svolge quindi un ruolo fondamentale. Attraverso ispezioni e controlli sempre più specifici e accurati per la verifica dello stato delle opere d’arte, delle pavimentazioni, della qualità della segnaletica orizzontale e verticale e della luminanza in galleria, siamo in grado di pianificare gli interventi manutentivi. Anche questa operazione è il risultato del cambiamento radicale nella strategia di investimento Anas che mette al centro la manutenzione e il potenziamento della rete stradale.

L’entrata a pieno regime del reingegnerizzato processo di sorveglianza delle opere d’arte ha permesso all’azienda di effettuare nel corso del 2020 oltre 8.600 ispezioni principali su ponti e viadotti, registrando un aumento del 123 per cento sull’anno precedente. Il risultato è ancora più significativo a fronte dell’importante crescita di opere d’arte gestite per effetto del rientro strade.

Inoltre, attraverso l’impiego di strumenti informatici che supportano i tecnici dell’azienda nel corso delle visite, in particolare quelle eseguite a cadenza trimestrale su tutti i manufatti, abbiamo reso più efficiente il processo di ispezione sulle opere d’arte: questa informatizzazione permette di organizzare, gestire ed ottimizzare una mole enorme di dati che riguardano le 14.644 opere d’arte, da ispezionare quattro volte l’anno. L’entrata in esercizio dei nuovi sistemi informativi consente ogni anno una maggiore efficienza e precisione nello svolgimento delle ispezioni ricorrenti. Un accurato piano di sorveglianza è di fondamentale importanza anche alla luce della continua crescita della rete gestita da Anas. Infatti tra la fine del 2018 e il 2021 sono rientrati ad Anas oltre 6000 km di stradale dalle province, che portano la rete totale a oltre 32.000 km.

In questo percorso di strutturazione della sorveglianza della rete stiamo testando le più avanzate tecnologie disponibili al fine di individuare le migliori. Abbiamo sviluppato un piano di monitoraggio elettronico delle opere d’arte, articolato in più livelli di controllo, da applicare sui ponti, viadotti e cavalcavia della nostra rete stradale. 

È stato avviato un progetto per il monitoraggio strumentale di ponti e viadotti, con l’obiettivo di effettuare, tramite sensori, misurazioni in continuo delle caratteristiche dinamiche delle opere per individuare eventuali variazioni del comportamento strutturale. Le misure acquisite dai sensori accelerometrici saranno analizzate da un software dedicato all’elaborazione dei dati e alla determinazione delle proprietà dinamiche della struttura; il software è in corso di sviluppo con il coinvolgimento delle Università italiane, in parallelo alle attività di installazione dei sensori. Stiamo inoltre sperimentando, con l’Università di Boston, il Massachusetts Institute of Technology, una nuova frontiera che potremmo chiamare “sorveglianza mobile diffusa”, che per il monitoraggio prevede l’uso di sensori contenuti nei nostri smartphone.

Sempre sul fronte dell’innovazione e della sicurezza delle rete siamo concentrati su un altro importante progetto, la Smart Road Anas, che ha l’obiettivo di dotare il Paese di una rete stradale efficiente, in progressivo miglioramento e aperta alle nuove sfide del futuro dall’alimentazione elettrica alla guida assistita e oltre come nel caso dei veicoli senza conducente. L’implementazione di ‘strade intelligenti’ servirà a renderle ancora più sicure, monitorate, connesse, sostenibili. L’investimento complessivo è di 1 miliardo ed è tuttora in corso una prima fase con un investimento di circa 250 milioni di euro.

La prima sperimentazione, tenutasi nell’ambito dell’attuazione del Piano straordinario di potenziamento della viabilità per i Mondiali di sci Cortina 2021, è stata avviata da Anas sulla strada statale 51 “Alemagna” nella tratta tra il comune di Ponte nelle Alpi e il passo Cimabanche. Un investimento complessivo di circa 27 milioni di euro su di un percorso lungo 80km che attraversa 7 centri abitati con 336 postazioni polifunzionali. 

Questa è la prima strada in Italia ad essere stata attrezzata con pali multifunzionali (smart pole) che consentiranno lo scambio di informazioni infrastruttura-utenti e il dialogo fra gli utenti. Una strada idonea a dialogare con i veicoli di nuova generazione anche nell’ottica dell’impiego dei più avanzati livelli di assistenza automatica alla guida.  

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.