Mara Carfagna (Ministra per il Sud e la Coesione territoriale): «Il Pnrr è un’occasione unica per riunificare il Paese»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

«Per la prima volta ci sono davvero le basi per una riunificazione economica del Paese». Lo afferma la ministra per la Coesione territoriale Mara Carfagna in un’intervista a Giovanna Vitale di Repubblica, riferendosi al 40% delle risorse del Recovery Plan che saranno destinate al Sud.

Pensa sia la volta buona per ridurre il gap col Nord? «L’intervento che metteremo in campo con il Pnrr è più potente di quello realizzato dalla Cassa del Mezzogiorno. Dal 1951 al 1961 furono attivati l’equivalente di 150 miliardi in 10 anni, noi ne liberiamo 82 in cinque anni. Se verranno usati secondo i progetti e i tempi previsti si avvierà la convergenza tra il Sud e il Nord del Paese perché il Pil del Sud crescerà nei prossimi 5 anni del 24% contro una media nazionale del 16».

«La sfida che abbiamo davanti impone un grande sforzo collettivo – prosegue -. Insieme agli 82 miliardi ne arriveranno altri 8,4 dal React-Eu; 54 di fondi strutturali 2021-2027; più 58 del Fondo per lo sviluppo. Oltre 200 miliardi su cui gettare le basi della riunificazione socio-economica del Paese, che in Cdm ho paragonato a quella della Germania negli anni ‘90. Il dramma Covid può farci abbattere il muro invisibile che divide le due Italie».

Ritiene ci sia stato un cambio di passo rispetto al governo Conte? «Mi pare evidente sulle emergenze del momento: campagna vaccinale e stesura del Pnrr. Draghi ha due ‘assi’ in più rispetto a Conte: l’enorme credibilità di cui gode in Europa e una maggioranza di solidarietà nazionale che rende più forte l’immagine del Paese».

A proposito del duro confronto con la Ue, se ci fosse stato Conte avremmo passato l’esame? «Concentriamoci sull’oggi: penso che i due elementi di cui parlavo prima, l’autorevolezza del premier e la solidità della maggioranza, abbiano avuto un ruolo e vadano tutelati. L’Ue deve però smetterla di valutare i piani nazionali con atteggiamento da burocrate, altrimenti fa il gioco dei sovranisti».

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.