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L’UE taglia le stime del Pil: a giugno l’esame del deficit | Lo scenario

La Commissione renderà note le sue stime che registreranno una significativa revisione al ribasso rispetto alle ultime previsioni, pubblicate nel novembre scorso.

Lo scrive La Stampa aggiungendo che in autunno, i tecnici di Bruxelles avevano stimato per quest’anno una crescita dell’1,2% nell’Area Euro (1,3% nell’Ue a 27), mentre il dato per l’Italia si era fermato allo 0,9%.

Rispetto ad allora, la crescita dell’economia ha subito un ulteriore rallentamento.

Il Pil italiano, invece, è cresciuto dello 0,2% negli ultimi tre mesi dello scorso anno, un decimale in più rispetto alla media Ue, mentre quello tedesco è calato dello 0,3%.

A gennaio il Fondo monetario internazionale aveva lasciato invariata la sua stima per il Pil italiano, fissandolo allo 0,7% per quest’anno, mentre per l’Eurozona si prevede uno 0,9%.

Le previsioni economiche che il commissario Paolo Gentiloni renderà note questa mattina si limiteranno al Pil e all’inflazione: non ci saranno dunque le voci relative al deficit e al debito.

Quelle arriveranno a maggio, insieme con i dati consolidati del 2023 che per l’Italia e altri Paesi certificheranno lo sforamento del tetto del 3% e che dovrebbero portare all’apertura di una procedura per deficit eccessivo.

La Commissione, però, farà questo passo solo a giugno, dopo le Europee, quando stilerà le sue raccomandazioni.

Le nuove regole del Patto di Stabilità impongono ai Paesi che si trovano in procedura una correzione in termini strutturali pari almeno allo 0,5% del Pil.

I piani andranno presentati “di norma” entro il 20 settembre, ma l’intesa lascia aperta la possibilità di ulteriori proroghe.

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