Luca Zaia (Presidente Regione Veneto): «Vaccini, l’Europa si è mossa male. Con una regia debole è inevitabile che i territori si organizzino da soli»

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Se usciremo dalla pandemia entro quest’anno «è tutto direttamente proporzionale alla nostra capacità vaccinale. Lo Stato di Israele che ha comprato 20 milioni di vaccini e ha vaccinato tutti gli israeliani ha svuotato gli ospedali. La Gran Bretagna che ha vaccinato 15 milioni di inglesi è molto più avanti di noi». Così in un’intervista a la Stampa il governatore della Regione Veneto Luca Zaia.

Secondo Zaia, l’Europa «ne sta uscendo malissimo. Il mercato più grande al mondo con 450 milioni di abitanti è un mercato che in questa fase sa solo dire che il contratto con Big Pharma è secretato, tutti abbiamo notizie di decurtazioni, oggi quella di AstraZeneca. Quando la regia nazionale o sovranazionale è debole, diventa inevitabile che territori si organizzino da soli».

«Non lo dico come sfida – chiarisce – ma è inevitabile che con una regia debole un territorio occupi gli spazi lasciati liberi. Un campanello d’allarme è il dibattito sul mercato parallelo. Cosa che non escludo stia interessando altri Paesi europei. Mi rifiuto di pensare che sia circoscritto solo all’Italia. Vedo che nel dibattito della stampa internazionale c’è chi si lamenta di non avere vaccini e chi tace. La domanda che mi faccio: chi tace si è distratto o ha risolto il problema alla base. Ma di certo la debolezza dell’Europa viene fuori in maniera clamorosa».

«Noi non abbiamo cercato nessuno. Ci hanno cercato gli altri. Come è accaduto in Veneto è accaduto in moltissime altre Regioni italiane. Io non ho mai incontrato nessuno di questi potenziali intermediari. La vicenda la sta seguendo il mio direttore della sanità. Per evitare le leggende metropolitane è bene ricordare che per importare un farmaco dall’estero ci vuole autorizzazione dell’Aifa, quindi evitiamo scene da film tipo “mercato nero”».

«Noi ci siamo comportati correttamente. Il 3 febbraio abbiamo scritto all’Aifa con richiesta di autorizzazione, Aifa ci ha dirottato al commissario Arcuri che ci ha detto di chiedere il numero dei lotti. Il 12 di febbraio su mia richiesta il direttore della sanità del Veneto ha segnalato la nostra attività ai Nas».

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