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[Lo scenario] Clima impazzito, l’Italia travolta dalla siccità. Ecco cosa sta succedendo

L’emergenza climatica sta colpendo l’Italia con una grave emergenza siccità. «A fronte di una crisi idrica la cui severità si appresta a superare quanto mai registrato dagli inizi del secolo scorso, chiediamo che venga dichiarato al più presto lo stato di emergenza nei territori interessati, tenuto conto del grave pregiudizio degli interessi nazionali». È quanto chiede il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nella lettera inviata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, in merito alla grave siccità che sta mettendo in ginocchio l’Italia, chiedendo «l’intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate, Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico».

Lettera a Draghi

Accanto a misure per immediate per garantire l’approvvigionamento alimentare della popolazione, per Prandini «appare evidente l’urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo. Raccogliamo» denuncia il presidente della Coldiretti «solo l’11% dell’acqua piovana e potremmo arrivare al 50% evitando così situazioni di crisi come quella che stiamo soffrendo anche quest’anno». 

Allarme incendi

Oltre alla siccità, c’è anche il problema degli incendi, triplicati nell’ultimo anno rispetto alla media storica, con un più di un rogo ogni due giorni dall’inizio del 2022. Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni, sottolinea Coldiretti, hanno inaridito i terreni nelle aree più esposte al divampare delle fiamme. Una situazione drammatica spinta dal cambiamento climatico che favorisce incendi più frequenti e intensi, con un aumento globale di quelli estremi fino al 14% entro il 2030 e del 50% entro la fine del secolo secondo l’Onu.

Stato di emergenza nel Lazio

«Annuncio che nelle prossime ore proclameremo lo stato di calamità naturale. L’emergenza climatica non è un problema del futuro ma del presente. Comincia addirittura ad essere stancante dirlo. Vediamo cosa sta succedendo in tutta Italia, e dobbiamo muoverci anche noi. Lo stato di calamità servirà ad adottare le prime misure, a invitare i sindaci alle prime misure di contenimento. Dobbiamo prepararci a una situazione molto critica e dovremo basarci sul risparmio idrico, in tutte le attività a cominciare dai consumi familiari e anche alla ricerca di forme di approvvigionamento». Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine di un incontro. «Per ora lo stato di calamità naturale è il primo step» aggiunge. «Dico a tutti attenzione, è bene fare i conti con l’emergenza climatica che vuol dire, in questo caso, risparmiare acqua».

Il dramma della Sicilia

La Sicilia è la regione italiana con maggiore rischio di desertificazione. Secondo i dati diffusi dall’Associazione Italiana Enti di Bacino, il 70% della superficie della Sicilia presenta un grado di rischio medio-alto. È quanto sostiene Confagricoltura.

Un problema sottolinea la nota, che riguarda sia le aree interne che quelle costiere, fatta eccezione per le province di Catania, Messina e Palermo. La media annuale delle temperature nell’isola continua a salire e le condizioni climatiche assumono sempre più caratteristiche continentali, con inverni più freddi ed estati sempre più afose. Il problema della desertificazione riguarda oltre il 25% della popolazione mondiale a causa delle crescenti pressioni esterne dovute alle attività umane ed al cambiamento climatico che aggraveranno ulteriormente la situazione.

«Faccio mie le parole della nostra componente di Giunta, Giovanna Parmigiani, in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccità: senza suolo fertile e in salute, non c’è vita. E i dati attuali sulla siccità sono impressionanti. In una situazione che è già di grande incertezza sul piano economico, rischiamo di perdere produzioni, reddito, posti di lavoro», commenta il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè.

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