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Ucraina e Gaza, il doppio standard della solidarietà occidentale | L’analisi di Goffredo Buccini

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Sul Corriere della Sera, Goffredo Buccini riflette sul diverso grado di solidarietà mostrato dall’opinione pubblica occidentale nei confronti degli ucraini sottoposti all’occupazione russa e dei palestinesi di Gaza.

Il rapporto di Freedom House ha classificato per il secondo anno consecutivo i territori ucraini occupati da Mosca come i meno liberi al mondo, denunciando repressione, detenzioni segrete, limitazioni delle libertà e tentativi di alterazione della composizione etnica.

Buccini ricorda inoltre l’imposizione della lingua e della storia russa nelle scuole e l’obbligo del passaporto russo per accedere a servizi essenziali.

Pur riconoscendo che ogni comparazione tra “inferni” sia opinabile e che Gaza viva anche una gravissima crisi umanitaria, l’autore si interroga sulla diversa reazione suscitata dalle due tragedie.

Mentre lo slogan “Free Palestine” ha riempito le piazze occidentali, la solidarietà verso gli ucraini è stata molto più limitata, nonostante le sofferenze iniziate con l’annessione russa della Crimea nel 2014.

Secondo Buccini, questo doppio standard ha prodotto una pericolosa confusione tra aggressori e aggrediti.

L’Ucraina è stata descritta come uno strumento dell’Occidente contro Mosca, mentre ad Hamas è stata spesso riconosciuta una sorta di legittimazione resistenziale, nonostante il massacro del 7 ottobre.

Al contempo, la reazione israeliana a Gaza e le violenze dei coloni hanno alimentato un intreccio tra antisionismo e antisemitismo, con conseguenze anche per le comunità ebraiche europee.

Nel disordine globale, l’autore critica inoltre l’equidistanza tra Russia e Occidente, il rifiuto del rafforzamento delle difese europee e l’idea che basti un appello alla pace per scongiurare i conflitti.

Richiamando il rischio di dimenticare le lezioni della storia, Buccini conclude che l’affievolirsi della memoria può portare le società a confondere nuovamente torti e ragioni.

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