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[Lo scenario] Ecco il piano del Governo per accelerare sull’idrogeno

Il dossier sulla creazione delle cosiddette Hydrogen Valley rimane aperto. Si tratterebbe di veri e propri distretti alimentati dalle rinnovabili per produrre fino a 50 megawatt di idrogeno verde, un progetto che muove investimenti per mezzo miliardo di euro dal Pnrr, il Piano Nazionale di ripresa e resilienza.

L’ex ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, non ha fatto in tempo a completarne l’iter, ma il testimone è stato raccolto dal successore, Gilberto Pichetto Fratin. Il piano, scrive Milano Finanza, ha l’obiettivo di sostenere la produzione e l’uso a livello locale di idrogeno verde nell’industria, nelle piccole e medie imprese, ma anche nel trasporto locale. Il crono-programma è serrato: da oggi, ci sono 4 mesi di tempo per aggiudicare gli appalti pubblici e dare il via ai lavori.

Mancano ancora 3 tessere per completare il puzzle autorizzativo, ma sarebbero in arrivo: il protocollo di intesa tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mase (ministero dell’Ambiente e sicurezza energetica), ministero per gli affari Regionali e le Autonomie e Regioni; il decreto ministeriale per la ripartizione delle risorse; infine, il decreto direttoriale, in corso di finalizzazione, per le modalità tecnico-operative connesse alle agevolazioni e per la definizione di un bando tipo perché le stesse Regioni e province autonome possano a loro volta concederle. Lo stesso decreto dovrà anche definire i parametri per l’idrogeno verde e rinnovabile, in base a una richiesta dell’Unione Europea. Aggiudicati gli appalti, il crono-programma fissa al secondo trimestre del 2026 a realizzazione dei distretti dell’idrogeno, da concentrare nel Sud Italia.

L’idrogeno dovrà essere prodotto a partire da fonti rinnovabili della zona e utilizzato localmente. I parametri sono molto stretti anche sul dove: scopo della misura, infatti, è trasformare le aree industriali dismesse in unità sperimentali per la produzione di idrogeno elettrolitico. Oltre a diversificare la produzione di energia e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione, insomma, si vuole promuovere il riutilizzo delle aree industriali inutilizzate per favorire la ripresa delle economie locali.

La scelta, quindi, è circoscritta a «siti contigui o prossimo a un’area caratterizzata dalla presenza di industrie e/o altre utenze che possano esprimere una domanda di idrogeno (come industrie chimiche, petrolchimiche e raffinerie, poli siderurgici; realtà dei settori del vetro, cemento, ceramica, ferrovie, strade a lunga percorrenza)». Nel dettaglio, i 500 milioni di euro previsti per finanziare le Hydrogen Valley vanno per la quasi totalità, 450 milioni, alle Regioni e alle Province autonome. I restanti 50 milioni sono per i cosiddetti progetti bandiera, quelli cioè che diventeranno un po’ il simbolo dell’intero piano.

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