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[Lo scenario] Allarme energia: tram fermi e strade al buio. Cosa rischiano le città 

Un altro miliardo di euro per poter andare avanti. Questa la richiesta dei Sindaci al nuovo governo per fronteggiare il caro bollette da qui a fine anno. Spiega tutto bene il sindaco di Novara, nonché delegato Anci al fisco locale, Alessandro Canelli. «Bisogna cominciare a ragionare su 1 miliardo in più per i Comuni da qui a fine anno: si rischia di dover fermare i tram, tenere parti delle città al buio, spegnere completamente le luci sui monumenti e tagliare i riscaldamenti. Domani sarò a Roma per parlare di questa situazione con il presidente Anci, Antonio Decaro, vedremo che risposte ci arriveranno da Palazzo Chigi», spiega.

L’esponente Anci stila una lunga lista di preoccupazioni allarmanti in vista dell’inverno. «La situazione è molto pesante» avverte Canelli «perché non tutti i Comuni hanno lo stesso livello di criticità, questo dipende dai contratti di approvvigionamento, ma rispetto alla spesa storica di 1,6 miliardi di euro finora il Governo ha aiutato il comparto con 820 milioni, erogati in varie tranche. Solo che adesso il costo complessivo è almeno il doppio. Gli aumenti variano dall’80% a 4 o 5 volte in più rispetto al passato e quindi è evidente che un altro intervento straordinario del Governo ci dovrà essere».

Parole cariche di ansia per il caro bollette le ha dette anche il primo cittadino di Milano Giuseppe Sala. «I Comuni non hanno risorse per poter aiutare i cittadini, questa è la triste realtà. Abbiamo anche noi una bolletta che fa spavento. Immagino che il nostro governo farà la sua parte. Credo che serva in questa fase dare sostegno e pompare moneta, una volta lo si faceva per incrementare i consumi, oggi per far sopravvivere il sistema. Ma deve arrivare dal governo e, più su, dall’Europa».

Dalla Toscana il governatore Eugenio Giani lancia una stima dei costi per gli ospedali. «Noi sui 45 ospedali della Toscana andiamo a prevedere, con tutte le variabili che devono ancora essere calcolate, un aumento dei costi dell’energia alla fine dell’anno di 200 milioni di euro rispetto al 2021. Non c’è più tempo da perdere» avverte il sindaco di Venezia e presidente di Coraggio Italia Luigi Brugnaro «il governo prenda provvedimenti subito e, comunque, sono certo che il nuovo governo agirà non appena si sarà nelle condizioni di poterlo fare».

Intanto i territori aguzzano l’ingegno e cercano di mettere delle toppe, sperabilmente funzionanti, per alleviare l’impatto dei costi. Tra questi la Giunta regionale del Veneto che ha deliberato in giornata di destinare ai Servizi sociosanitari residenziali e ai cittadini bisognosi, con Isee inferiore a 20 mila euro, i proventi versati dai titolari di grandi derivazioni idroelettriche per l’anno 2021. Ma l’allarme dei sindaci non cessa: per il primo cittadino di Torino, Stefano Lo Russo, la portata della crisi energetica che si profila su Torino «è troppo elevata e se non ci sarà una forte coesione territoriale e un rapporto costruttivo con il governo, difficilmente potremo fare da soli», per esempio «garantendo il trasporto pubblico locale».

Il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, coglie l’occasione per ringraziare le azioni di sostegno lanciate sul suo territorio da Intesa Sanpaolo a favore delle famiglie auspicando che «altre realtà nazionali possano seguire questo esempio».

Critico il Codacons: «L’emergenza energia non si risolve certo tagliando i servizi ai cittadini» spiega il presidente Carlo Rienzi «per trasporti, illuminazione pubblica e strade gli utenti pagano tasse e imposte comunali e qualsiasi interruzione scatenerebbe il caos e aprirebbe la strada a controversie legali e azioni risarcitorie contro le amministrazioni». Dello stesso tenore la posizione dell’Unione nazionale consumatori che chiede di non dare più soldi ai comuni. «Le famiglie e le imprese sono ridotte sul lastrico e le risorse vanno concentrate su questa priorità».

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