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L’hantavirus? La scamperemo. Ma non abbiamo imparato nulla | L’analisi di David Quammen, lo scrittore che preannunciò la pandemia

«Credo che la scamperemo per il caso della nave da crociera Hondius, ma una nuova pandemia è purtroppo sempre più probabile, perché dal Covid abbiamo imparato poco», dice a Repubblica David Quammen, 78enne autore americano, celebre divulgatore scientifico e padre del celebre“Spillover. L’evoluzione delle pandemie” (Adelphi). «L’hantavirus è molto insidioso, ma non è altamente trasmissibile. Tuttavia, ci sono due pericoli».

«Primo: la mortalità del virus è molto elevata, dal 30% al 50%. Secondo: una reazione esagerata del pubblico, ossia temere che siamo alle premesse di una nuova pandemia. Molto probabilmente non lo sarà, sebbene necessiti di una attenzione elevata. In ogni caso, ci sono altre minacce virali che stanno uccidendo molte più persone e non ricevono la stessa visibilità. Il morbillo, per esempio, ha eliminato 95mila persone nel mondo nel 2024, eppure non se ne parla».

«Molti decessi erano assolutamente evitabili. Per non parlare dell’influenza aviaria. Detto questo, c’è la possibilità che l’hantavirus diventi più trasmissibile tra gli umani, diventando così un virus molto più pericoloso. È una possibilità al momento infinitesimale, ma più circola più aumenta il rischio che lo diventi».

«Anche perché nel febbraio 2020 ci fu un caso simile di infezioni su una nave da crociera, la Diamond Princess, tra Cina, Taiwan e Giappone, e anche per questo il caso della Hondius oggi spaventa molte persone, facendo riemergere brutti ricordi».

«Siamo meno preparati a una nuova pandemia rispetto a prima del Coronavirus. Da una parte abbiamo sviluppato una capacità migliore di sviluppare e produrre vaccini molto velocemente, soprattutto grazie alla tecnologia mRNA. Allo stesso tempo, però, le autorità, soprattutto americane, hanno soppresso o diminuito la ricerca scientifica sui virus. L’amministrazione Trump ha smantellato le agenzie della sanità e anche istituzioni della ricerca scientifica, punendole senza motivo e ritirandosi addirittura dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Simili mosse del governo Trump hanno significativamente sminuito il pericolo di nuove pandemie. Ciò è incosciente».

«Il senso di consapevolezza e cooperazione scientifica tra Paesi è diminuito, soprattutto negli ultimi quattro anni, perché la ricerca è stata incredibilmente ostacolata. Conosco ricercatori e scienziati che hanno abbandonato il loro lavoro sul Coronavirus perché la politica li aveva criticati in modo osceno e ignorante. Insomma, dal gennaio 2020, la nostra preparazione di fronte a nuove pandemie o virus è decisamente peggiorata».

«Forse l’insorgenza di nuovi casi di virus può essere meno frequente, ma ora c’è la possibilità più alta che possano diventare epidemia o pandemia, proprio per le cattive decisioni che stanno prendendo molti governi, in primis quello americano. Perché continuiamo a catturare animali per mangiarli, a distruggere habitat di foreste tropicali e dunque ad esporci a virus e malattie, che nel mondo di oggi si diffondono velocemente per la nostra elevata interconnessione. Ogni volta c’è un animale che ospita un virus e che poi viene trasmesso agli umani, il cosiddetto “spillover”».

«Molto probabilmente questo ultimo caso di Hantavirus verrà limitato, come spero. Ma i populismi, l’isolazionismo scientifico, la narrativa no-vax virale sui social, i bassi livelli di vaccinazione e l’apatia di molti nel riconoscere un nuovo pericolo dopo lo shock del Covid che tutti vogliono dimenticare, non mi lasciano affatto tranquillo».

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