Prosegue a giugno la crescita congiunturale del fatturato dell’industria, confermando la ripresa avviata nel mese precedente dopo l’allentamento delle misure legate all’emergenza sanitaria che hanno caratterizzato il bimestre marzo-aprile. Lo certifica l’Istat aggiungendo che il confronto su base trimestrale rimane tuttavia ampiamente negativo sia per la componente interna sia per quella estera, evidenziando come i livelli di fatturato restino ancora distanti da quelli prevalenti all’inizio dell’anno.
A giugno si stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti del 13,4% rispetto a maggio, mentre corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di giugno 2019), diminuisce in termini tendenziali del 16,4%, con cali del 15,7% sul mercato interno e del 17,8% su quello estero. Nella media del secondo trimestre l’indice complessivo cala del 23% rispetto al trimestre precedente.
La variazione congiunturale del fatturato riflette risultati positivi, di ampiezza simile, registrati su entrambi i mercati: +13,0% quello interno e +14,1% quello estero; per gli ordinativi, invece, la crescita è sostenuta soprattutto dalle commesse provenienti dal mercato interno, che segnano un balzo del 26,4%, mentre l’aumento di quelle provenienti dall’estero si attesta al 19,1%. Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a giugno gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali diffusi in tutti i comparti: +21,3% l’energia, +14,3% i beni di consumo, +13,4% i beni strumentali e, infine, +11,4% i beni intermedi. Con riferimento al comparto manifatturiero, solo il settore farmaceutico registra una crescita tendenziale positiva (+7,2%).
Per tutti gli altri comparti si rilevano risultati negativi, dalla flessione dell’1,1% dell’industria alimentare fino ai cali molto più ampi del comparto dei mezzi di trasporto (-33,2%) e delle raffinerie di petrolio (-41,1%). Anche gli ordinativi registrano a giugno un incremento congiunturale (+23,4%), mentre nella media del secondo trimestre sono diminuiti del 22,8% rispetto al trimestre precedente. In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce dell’11,8% rispetto a giugno dello scorso anno, con riduzioni su entrambi i mercati (-10,1% quello interno e -14,3% quello estero).
Gli unici settori per i quali si rilevano variazioni positive sono l’industria farmaceutica (+10,9%) e il settore dei mezzi di trasporto (+6,3%); i peggiori risultati si registrano nel comparto dei computer e dell’elettronica (-17,2%) e nell’industria tessile, dell’abbigliamento, pelli e accessori (-38,1%). I nuovi ordini mostrano un’ampia crescita congiunturale a giugno e una variazione tendenziale positiva per le commesse pervenute nell’industria dei mezzi di trasporto.
Quest’ultimo risultato è dovuto esclusivamente al comparto degli altri mezzi di trasporto (diversi dagli autoveicoli) che rappresenta la componente più’ volatile dell’intero settore.
Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, è un “rimbalzo deludente e insufficiente. A giugno era lecito attendersi un rialzo mensile maggiore, visto che solo da metà maggio, dal 18, avevano potuto riaprire tutte le attività economiche e produttive. L’incremento non basta per compensare le perdite registrate né su base annua, né rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-emergenza Covid.
Il fatturato, infatti, risulta ancora inferiore del 14,9% nel confronto con febbraio, mentre gli ordinativi registrano un gap del 9,3%. Su gennaio, il divario, nei dati destagionalizzati, è pari a -16,5% per il fatturato e -13,1% per gli ordinativi”, prosegue. “Unica nota positiva, è che se si confrontano i dati di oggi con quelli del 2009, l’anno nero della passata recessione, dove le industrie italiane avevano toccato il fondo, il rimbalzo di oggi consente un miglioramento: il fatturato è superiore rispetto a giugno 2009 dell’1,8% e gli ordinativi del 6,3%.
Insomma, il blocco delle industrie dovuto all’emergenza Covid ha determinato un crollo iniziale maggiore rispetto alla precedente recessione, ma ora il recupero e’ molto più rapido rispetto al passato. Purtroppo, vanno ancora male i dati interni, sia il fatturato (-9,5% su giugno 2009) che gli ordinativi (-5,6%)”, conclude Dona.








