La più importante applicazione delle materie plastiche in Europa (il 39,1%) è rappresentata dagli imballaggi.
Negli anni, grazie a una maggiore attenzione all’ambiente, è salita la quota di plastiche circolari.
“L’Italia, nella gestione degli imballaggi in plastica, rappresenta un’eccellenza rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea”, spiega al Corriere della Sera Giovanni Cassuti, presidente di Corepla, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli imballaggi in plastica”, aggiungendo che “il consorzio, che opera nel sistema Conai, nasce 25 anni fa.
Da allora, la nostra maratona per un modello eccellente di raccolta, avvio e riciclo non è terminata.
Un processo che parte dalla raccolta differenziata, e dunque, da uno sforzo da parte del cittadino”.
“Nel 2023 gli imballaggi raccolti ammontano a 1.472.228 tonnellate, un dato che si presenta stabile rispetto al 2022 (-0,3%), come pure la raccolta media pro capite, che si conferma essere di 25 kg.
A guidare la classifica Sardegna e Veneto, rispettivamente con 35,1 e 30,4 kg per abitante.
Permangono Regioni con ampia possibilità di crescita, con particolare riferimento alle grandi Aree Metropolitane del Centro-Sud Italia, in cui la raccolta differenziata stenta a decollare, ma in generale, è sempre più evidente un appiattimento dei valori intorno al dato medio nazionale”, ha detto Cassuti, spiegando che “grazie alla nostra attività siamo riusciti a gestire, direttamente e indirettamente, il 78% degli imballaggi immessi al consumo.
Solo una parte piccolissima finisce in discarica generando un risparmio anche in termini di CO2: nel 2023 la CO2 evitata grazie al riciclo è stimata a 901.909 tonnellate”.
Per quel che riguarda gli obiettivi fissati al 2030, il presidente ha dichiarato che “il nostro compito si inserisce nel Green Deal europeo inaugurato nel 2019 che vede nel riciclo e nel riuso della plastica uno degli elementi principali.
L’Ue ha come obiettivo il riciclo del 90% delle bottiglie in pet nel 2029 e oggi in Italia abbiamo già superato il 70%.
Dobbiamo colmare la restante parte sia con una migliore raccolta, sia con l’istallazione di ecocompattatori Recopet per intercettare ciò che ancora non riusciamo a recuperare attraverso la raccolta differenziata”.








