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Franco Nuschese (membro del board dell’Atlantic Council): «Draghi da Biden ha rappresentato l’Italia e tutta l’Europa»

“La visita del presidente Draghi a Washington è andata benissimo: ha rafforzato i rapporti tre i nostri Paesi e portato un messaggio positivo per l’Italia e per l’Europa, in questo clima difficile per la guerra in Ucraina. Ha rappresentato l’Italia e tutta l’Europa, unendosi al presidente Biden”.

Ne è convinto Franco Nuschese, membro del board dell’Atlantic Council che parla con Askanews il giorno dopo l’evento a Washington che ha visto la consegna al presidente del Consiglio Mario Draghi del premio per la “Distinguished international leadership”.

Nuschese ha un osservatorio privilegiato come esponente di primo piano della comunità italiana: nato a Minori, paese della Costiera Amalfitana, vive a Washington da oltre trent’anni, dopo aver iniziato la carriera a Londra e poi a Las Vegas, dove tra l’altro ha guidato i ristoranti del Caesars Palace.

Nel 1992 ha aperto il Cafe Milano a Washington seguito nel 2016 dal secondo locale al Four Seasons Hotel di Abu Dhabi. Presidente del Georgetown Entertainment Group ha ricevuto, tra gli altri premi, l'”Award for Excellence in Business” della Sons of Italy Foundation’s e la “Ellis Island Medal of Honor”.

È inoltre nel board dell’University of Maryland’s Institute of Human Virology ed, è stato membro del board del Georgetown University Italian Research Institute.

Lei nella serata dell’Atlantic council era al tavolo con Draghi. Cosa vi siete detti?

“Innanzitutto è stato un grande onore averlo con noi, anche considerati i tanti impegni a cui deve fare fronte ogni giorno. Abbiamo parlato dell’Italia: io sono della Costiera amalfitana e lui ha ricordato che da giovane veniva in vacanza a Minori. Mi ha detto che sarebbe stato a Sorrento venerdì (oggi, ndr) e anche questo è un messaggio importantissimo per tutto il Sud. Poi ha parlato con la segretaria al Tesoro Janet Yellen, con i senatori Joseph Manchin e Chris Coons. È sempre molto attento e ha un grande senso dell’umorismo”.

In Europa c’è grande preoccupazione per il conflitto in Ucraina e per le sue conseguenze e talvolta c’è il timore che gli Usa non facciano abbastanza per la pace. Qual è la situazione vista dagli Stati Uniti?

“I diplomatici ma anche tutti coloro che lavorano in campo economico si rendono ben conto dell’importanza del conflitto e della preoccupazione che c’è in Europa. Quello che viene percepito è che l’Italia ha assunto una posizione centrale nell’Ue, sostenendo da subito il presidente Zelensky, anche quando all’inizio tra gli altri Stati membri non c’era pieno accordo. Per quanto riguarda l’America, è un momento particolare: tra sei mesi ci sono le elezioni di midterm. Già si sa che la Camera andrà ai Repubblicani, mentre per il Senato ci sono ancora dubbi. Il risultato del voto potrebbe cambiare l’atmosfera e la politica, non solo per l’America ma anche per l’Europa”.

Anche in Italia tra qualche mese si andrà al voto e per Draghi si parla di una possibile candidatura alla guida della Nato. Come lo vedrebbe?

“La Nato farebbe un grandissimo affare ma mi pare che Draghi abbia detto chiaramente che sarà lui a decidere cosa farà”.

Parliamo dell’Italia. La ripresa che si era innescata ha rallentato e si teme una recessione.

“La buona notizia è che l’Italia quest’anno avrà un grandissimo boom del turismo, che in realtà già c’è. Dopo due anni in cui sono dovuti rimanere a casa per il Covid, gli americani hanno scelto di tornare in massa in Italia questa estate. Ho contatti con tanti colleghi dal Piemonte alla Sicilia e dovunque ci sarà il tutto esaurito. Il problema è che, essendo aumentati i costi per la crisi, i consumatori dovranno assorbire gli aumenti ma almeno per il 2022, visto che è l’anno del rientro, non ci dovrebbero essere problemi”.

Lei lavora e vive tra Washington e Abu Dhabi. Gli Emirati sono un mercato che potrebbe crescere per l’Italia?

“Gli Emirati sono un grandissimo Paese, molto occidentalizzato, con cui l’Italia ha buonissime relazioni. Credo che ci sia una bella fetta di mercato, in particolare nel food and beverage, in cui gli imprenditori italiani potrebbero crescere molto”.

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