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Ecco quanto ci costa la guerra in Iran | L’analisi

La crisi in Medio Oriente impatta non solo su carburanti ed energia, ma anche su una moltitudine di beni e servizi che, indirettamente, risentono delle conseguenze della guerra in Iran. Lo denuncia il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che sulla base dei dati Istat ha realizzato uno studio sull’andamento di prezzi e tariffe in Italia dallo scoppio dell’emergenza a oggi.

Mettendo a confronto i listini al dettaglio di febbraio, prima dello scoppio della guerra, con quelli in vigore nell’ultimo mese, si scopre che la voce che registra il rincaro maggio è il gasolio da riscaldamento, salito del +38,4% in soli due mesi – analizza il Crc.

Al secondo posto si piazzano i pomodori, rincarati del +28,5%, seguiti dai finocchi con un +23,5%. Tra i prodotti alimentari sensibili aumenti investono anche le fragole (+17,4%), gli asparagi (+16,1%), fagiolini, legumi e cavolfiori (oltre il +12%).

Se il gasolio è aumentato da febbraio del 23% come conseguenza della chiusura di Hormuz, la guerra ha avuto impatti anche su altri settori, a partire dall’elettronica: in due mesi i prezzi di apparecchi per la registrazione, la comunicazione e l’informazione sono aumentati infatti di circa il 20%, e anche il comparto dei videogiochi risulta interessato dai rincari, con console e giochi elettronici che salgono del 16,2%.Sul fronte dei trasporti i biglietti dei voli intercontinentali costano oggi il 20% in più rispetto a febbraio, +17,2% i voli europei, mentre i trasporti per vie d’acqua su navi e traghetti rincarano del +14,8% come conseguenza dei maggiori costi di carburante, prosegue il Crc.

Anche il noleggio dei mezzi di trasporto e lo sharing hanno subito ripercussioni, e le tariffe in questo settore salgono in due mesi del +8,7%.Da febbraio le tariffe del gas sul mercato libero sono salite del +13,3%, quelle della luce del +3,8%, +6,6% sul mercato tutelato.

“I dati attestano come la crisi in Medio Oriente stia avendo effetti dirompenti non solo sulle voci direttamente interessate dal conflitto come carburanti ed energia, ma anche su una moltitudine di beni e servizi che, indirettamente e come conseguenza del conflitto, stanno registrando sensibili aumenti nel nostro Paese, incidendo sulle spese, sulle abitudini e sui bilanci delle famiglie”, conclude il presidente del comitato scientifico del C.r.c., Furio Truzzi.

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