La classe dirigente del Paese si confronta sulla Ripartenza - Rivedi i nostri Talk

[Reportage] La standing ovation degli imprenditori per Draghi: «Stop alla rendite di posizione. Subito la riforma sulla Concorrenza. Il Governo non fa danni, ma ora serve un Patto Economico e Sociale»

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“Niente e’ piu’ facile che nel momento in cui il quadro complessivo cambia, le relazioni industriali vadano particolarmente sotto pressione e invece bisogna essere capaci di tenerle. Le parole di Bonomi suggeriscono che si possa iniziare a pensare a un patto economico, produttivo, sociale del Paese. Ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme”.

“Vorrei che oggi tutti noi condividessimo una prospettiva di sviluppo, o vogliamo chiamarla Patto, a beneficio anche dei piu’ deboli e delle prossime generazioni. Nessuno puo’ chiamarsi fuori”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, concludendo il suo intervento all’Assemblea nazionale di Confindustria, al PalaEur di Roma, davanti ad una platea di mille imprenditori.

Transizione ecologica ecologica gravosa ma necessaria

“La transizione ecologica non è una scelta ma una necessità. I cambiamenti climatici hanno già gravi conseguenze   sulle nostre vite, il nostro pianeta e le nostre economie. Se non interveniamo subito, i loro effetti rischiano di peggiorare e diventare irreversibili”.

“Dobbiamo prendere misure ambiziose per ridurre le emissioni e   contenere l’aumento della temperatura. Ma dobbiamo tenere conto della capacità di riconversione delle nostre strutture produttive. Lo Stato   deve fare la sua parte nell’aiutare cittadini e imprese a sostenere i costi di questa trasformazione. E prestare particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione”.       

“Gli investimenti del Pnrr riguardano l’efficienza energetica, la mobilità sostenibile, l’idrogeno. Investiamo nello sviluppo di   capacità industriali, per esempio nei pannelli solari e nelle  batterie, per ridurre la dipendenza dai produttori stranieri. E miglioriamo l’efficienza del nostro sistema di autorizzazioni, che non può impedire la realizzazione degli ambiziosi obiettivi sulle energie   rinnovabili”.       

Governo non fa danni

“Un governo che cerca di non far danni e’ molto, ma non basta per affrontare le sfide dei prossimi anni, in primis le tensioni geopolitiche, il protezionismo, ma anche il probabile mutare delle condizioni finanziarie, il graduale affievolirsi degli stimoli di bilancio. E’ quando l’intero quadro di riferimento politico, economico e sociale cambia che piu’ occorre essere uniti per non aggiungere incertezza interna a quella esterna”.

Grazie alle imprese

“La mia presenza oggi e’ un ringraziamento a tutte le imprese e ai loro lavoratori. Per la vostra capacita’ di reagire e innovare, in anni molto difficili per la nostra societa’. Ma oggi vi chiedo di fare di piu’. Vorrei che la pagina che state scrivendo oggi con il vostro impegno fosse ricordata come un momento storico. Nessuno puo’ chiamarsi fuori. Sono certo, conoscendo le virtu’ dell’impresa, che sara’ una pagina di cui l’Italia andra’ fiera”.

Stop al caro bollette

“In assenza di un intervento del governo, nel prossimo trimestre il prezzo dell’elettricita’ potrebbe salire del 40%, e quello del gas del 30%. Per questo abbiamo deciso di eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricita’ per le famiglie e le piccole imprese”.

“Potenziamo il bonus luce e gas per proteggere soprattutto le fasce meno abbienti” ha aggiunto “si tratta complessivamente di un intervento di oltre 3 miliardi, che fa seguito a quello da 1,2 miliardi avvenuto a giugno. E che ha una forte valenza sociale, per aiutare in particolare i piu’ poveri e i piu’ fragili”.

“Un Sud piu’ forte e meglio connesso con il resto del Paese e’ nell’interesse dell’Italia e dell’Europa. Le nostre politiche per il Mezzogiorno intendono superare le disparita’ che condannano milioni di cittadini a servizi pubblici inadeguati, e a godere di minori opportunita’ di crescita e affermazione professionale”.

Il Sud più forte

“Gli investimenti infrastrutturali del Pnrr destinano almeno il 40% delle risorse al Sud”, ha aggiunto, “particolare attenzione sara’ dedicata alle aree interne”.

Draghi ha spiegato che “la riforma delle zone economiche speciali vuole renderle realmente attrattive per gli investimenti nazionali e internazionali, grazie a procedure semplificate e agevolazioni fiscali. Gli importanti investimenti nei porti e nello sviluppo dell’economia del mare vogliono riportare di nuovo l’Italia al centro dei traffici marittimi intercontinentali”. 

Pnrr decisivo

“Il Pnrr rappresenta un progetto decisivo per il futuro del nostro Paese. Dobbiamo assicurarci che i soldi stanziati per gli investimenti siano spesi bene, con onesta’, senza infiltrazioni criminali; evitare i ritardi che hanno spesso rallentato o impedito l’uso dei fondi europei in Italia; cogliere l’opportunita’ per sciogliere i nodi strutturali che legano da anni il nostro Paese;e accompagnare le imprese in questa  transizione, attraverso le riforme e gli investimenti. Ne va del nostro benessere economico, e della nostra credibilita’ di fronte agli italiani e all’Europa”.

Stop alle rendite, sì alla concorrenza

Draghi ha annunciato che “nel prossimo consiglio dei ministri presenteremo il quadro del monitoraggio degli interventi del PNRR previsti per l’ultimo trimestre del 2021”  spiegando che “dobbiamo mantenere la stessa ambizione e la stessa  determinazione che abbiamo avuto negli scorsi mesi, soprattutto  per quanto riguarda l’agenda di riforme. In particolare, nel mese di ottobre, intendiamo approvare un provvedimento che dia impulso alla concorrenza. Il rafforzamento dell’economia passa attraverso l’apertura dei mercati e non la difesa delle rendite” ha concluso “intendiamo inoltre attuare in legge di bilancio la razionalizzazione e il potenziamento degli ammortizzatori sociali. Vogliamo rafforzare gli strumenti di integrazione salariale per tutelare meglio chi perde il lavoro. E avviare una riforma delle politiche attive del lavoro, per agevolare il reinserimento di chi e’ disoccupato o cassaintegrato con piu’ efficacia di quanto non succeda oggi”. 

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