Il Ministro dell’Istruzione ha dichiarato che, grazie agli investimenti del PNRR, la copertura per gli asili nido (rapporto tra posti disponibili e popolazione tra 0 e 2 anni) ha raggiunto il 37%, 9 punti percentuali sopra il livello del 2019.
Rispetto al 2021, l’incremento effettivo è di 63.500 unità, un buon risultato, ma lontano da quanto inizialmente previsto dal PNRR (264.480 posti, anche se inclusivi delle scuole per l’infanzia).
Inoltre, l’andamento della copertura va letto insieme alla dinamica demografica: parte del sopracitato aumento è dovuto al calo nel numero di bambini: se questo fosse rimasto costante, la copertura sarebbe aumentata solo di 4 punti percentuali.
Permangono anche forti divari regionali: se anche tutti i posti previsti dal Piano fossero stati completati (non è ancora disponibile l’informazione su quanti effettivamente lo siano stati regione per regione), Campania e Sicilia resterebbero intorno al 25% di copertura, raddoppiando rispetto al 12/13% del 2021, ma comunque su livelli molto bassi.
Il PNRR prevedeva inizialmente che fossero resi disponibili, entro fine dicembre 2025, 264.480 nuovi posti negli asili nido pubblici e scuole dell’infanzia per bambini da 0 a 6 anni (Missione 4 Componente 1, Investimento 1.1).
Questi obiettivi sono però stati successivamente rivisti verso il basso:
- Una revisione dell’agosto 2023, approvata dalla Commissione Europea l’8 dicembre 2023, ha ridotto l’obiettivo a 150.480 nuovi posti entro giugno 2026.
- Nel novembre 2025, un’ulteriore revisione ha previsto che fino a 35 mila di questi posti non fossero aggiuntivi, ma derivassero dalla ricostruzione di strutture esistenti, senza quindi aumentare la disponibilità di posti.
Il numero previsto di posti aggiuntivi è stato quindi ridotto a 115.480, un calo del 56% rispetto all’obiettivo iniziale.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha recentemente dichiarato raggiunto questo obiettivo, insieme agli altri relativi alla scuola previsti per fine di giugno.
Consideriamo ora solo gli asili nido, l’area per la quale l’Italia era particolarmente carente rispetto ad altri Paesi europei.
Quanto è stato l’aumento effettivo dei posti e la copertura (rapporto tra posti disponibili e popolazione tra 0 e 2 anni) rispetto al numero di bambini?
Il sito Italia Domani nel Catalogo Open Data riporta la spaccatura dei nuovi posti programmati tra asili nido e scuole per l’infanzia, includendo anche le semplici ristrutturazioni.
Tuttavia, il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha recentemente indicato che la copertura è salita a oltre il 37%.
Data la popolazione in questa fascia al 1° gennaio 2026 (1.118.497), questo comporta una disponibilità di circa 413.900 posti, comprendendo sia asili pubblici che privati.
Rispetto ai 350.307 posti del 2021, l’aumento netto sarebbe di circa 63.500 posti.
Quadro dopo il PNRR
Il 37% consentirebbe di superare l’obiettivo fissato dal Consiglio europeo di Barcellona nel 2002, che prevedeva una partecipazione ai servizi per la prima infanzia di almeno il 33% dei bambini di età compresa tra 0 e 2 anni.
Tuttavia nel 2022 l’obiettivo europeo è stato innalzato al 45%, da raggiungere entro il 2030.
Nell’anno scolastico 2023/2024 (l’ultimo dato disponibile), diversi Paesi, come Francia (57,4%), Spagna (55,8%) e Portogallo (55,5%), avevano già superato questo obiettivo.
I valori più alti erano registrati nei Paesi Bassi (71,5%), Danimarca (69,9%) e Lussemburgo (60%).
Inoltre, la percentuale di copertura va letta insieme alla dinamica demografica: a parità di posti, un calo della popolazione nella fascia 0-2 anni porta a un aumento della percentuale.
Nel tempo, tale percentuale è aumentata, ma soprattutto per la contrazione demografica.
Tra il 2016 e il 2026, i posti disponibili sono aumentati di 60 mila unità, mentre i bambini tra 0 e 2 anni sono diminuiti di circa 330 mila.
L’effetto demografico emerge più chiaramente confrontando il tasso di copertura effettivo con quello calcolato a popolazione costante, mantenendo cioè per tutti gli anni la popolazione del 2016.
Il primo è aumentato tra il 2019 e il 2026 di 9 punti percentuali; il secondo di soli 4 punti percentuali, pur includendo i nuovi posti del PNRR.
L’aumento della disponibilità di posti in asili pubblici determinata dal PNRR dovrebbe avere causato un recupero nella quota di asili nido offerti da enti pubblici, invertendo la tendenza in atto dal 2016.
Analisi regionale
I dati disponibili non consentono, al momento, di determinare il numero complessivo di posti di asili nido effettivamente realizzati a livello regionale, né di distinguere tra posti che costituiscono un effettivo incremento dell’offerta e posti già esistenti ristrutturati.
I valori presentati in questa sezione si riferiscono quindi alla distribuzione per regione dei posti previsti dai progetti del PNRR per gli asili nido (89.773, dati aggiornati al 13 giugno 2026).
Nel 2021, il tasso di copertura dei servizi per la prima infanzia presentava forti differenze territoriali.
I valori più elevati si registravano in Umbria (44%), Valle d’Aosta (42%) ed Emilia-Romagna (42%), mentre quelli più bassi in Campania (12%), Sicilia (13%) e Calabria (15%).
Al completamento dei progetti del PNRR, il valore più elevato si registrerebbe in Umbria (58%), seguita da Molise (53%), Sardegna (53%) e Valle d’Aosta (52%).
In generale, il quadro migliorerebbe: quasi tutte le regioni avrebbero una copertura uguale o superiore al 36%.
Permarrebbero tuttavia differenze significative: Campania e Sicilia, ad esempio, raggiungerebbero una copertura di solo il 25%, raddoppiando rispetto al 12/13% del 2021, ma comunque su livelli molto bassi.
La misura delle differenze tra le regioni (deviazione standard ponderata per la popolazione) passerebbe da 10 punti percentuali a 8,7, con una riduzione di circa il 13%.
La stessa misura non ponderata per la popolazione passerebbe da 9,4 a 8,5 punti percentuali, con una riduzione del 10,6%.
Con entrambe le misure, ci sarebbe quindi una riduzione delle differenze, ma contenuta.








