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Carburanti: in sei mesi il rincaro del gasolio costa oltre 11.200 euro in più per ogni camion | L’allarme di Confartigianato Trasporti

Da febbraio a oggi il caro-carburanti è costato in media 11.200 euro in più per ciascun camion di un’impresa di autotrasporto.

È l’allarme lanciato da Confartigianato Trasporti durante l’Assemblea svoltasi oggi a Roma.

Tra febbraio e settembre, a causa della guerra del Golfo, il prezzo industriale del gasolio, al netto delle tasse, è aumentato del 54,3%, con Confartigianato Trasporti che ha calcolato come a causa di questo rincaro, per un camion con serbatoio da 900 litri e percorrenza di 3.000 chilometri al mese, il pieno di gasolio è aumentato da 1.503,78 euro di febbraio a 1.971,61 euro il 14 settembre, con 467,83 euro in più a rifornimento.

Per quattro pieni al mese, il costo del gasolio è passato da 6.015,12 a 7.886,44 euro, con un maggior esborso di 1.871,32 euro al mese e di 11.227,92 euro in più nei sei mesi da febbraio a settembre.

“Le nostre imprese di autotrasporto – afferma Claudio Riva, Presidente di Confartigianato Trasporti – stanno assorbendo da mesi rincari che mettono sotto pressione liquidità e margini.

Quello per il carburante è un costo incomprimibile e non possiamo continuare a gestire da soli questa emergenza”.

Confartigianato Trasporti, insieme alle associazioni del coordinamento Unatras, ha chiesto fin dall’inizio della crisi interventi a sostegno della categoria.

La vertenza con il Governo ha portato al credito d’imposta per compensare i maggiori costi, alla riduzione da tre a un mese del periodo per utilizzare in compensazione il rimborso delle accise e all’istituzione della Consulta generale per l’autotrasporto come tavolo permanente tra imprese, committenza e istituzioni.

Il credito d’imposta, inizialmente finanziato con 100 milioni di euro, è stato successivamente rifinanziato fino a raggiungere una dotazione complessiva di 434 milioni.

“È un risultato importante, ma ancora – sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti – non abbiamo ricevuto un euro.

Non possiamo attendere oltre per l’erogazione di queste risorse.

Le imprese stanno sostenendo i maggiori costi adesso e hanno bisogno di liquidità adesso”.

Sul futuro delle misure contro il caro-carburanti, Confartigianato Trasporti chiede al Governo di evitare nuovi tagli generalizzati delle accise e di concentrare gli interventi sulle imprese di autotrasporto maggiormente esposte, rendendo strutturale il credito d’imposta oppure rafforzando strumenti già operativi, come i rimborsi dei pedaggi autostradali e le deduzioni forfetarie per le imprese artigiane.

Seconda priorità indicata da Confartigianato al Governo è lo sblocco dei 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare.

“Il percorso che abbiamo intrapreso per sostituire i nostri automezzi – dice Riva – non deve essere interrotto perché significa ridurre consumi ed emissioni e mantenere competitiva la flotta italiana”.

Infine, Confartigianato Trasporti chiede all’Esecutivo di promuovere in Europa una revisione del Regolamento UE 561/2006 sui tempi di guida e riposo, per introdurre maggiore flessibilità nella programmazione dell’attività di trasporto, salvaguardando sicurezza stradale e tutela sociale dei conducenti.

“Abbiamo affrontato la fase più acuta della vertenza con senso di responsabilità, arrivando alla sospensione e poi alla revoca del fermo nazionale dei servizi – conclude Riva – .

Ora però attendiamo risposte concrete: ristori tempestivi, sblocco degli investimenti per il nostro settore e regole adeguate alla realtà e al futuro del trasporto merci”.

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