Lo scenario globale legato agli eventi internazionali è ancora caratterizzato da forti elementi di instabilità; il settore calzaturiero italiano continua a dimostrare una buona presenza e presidio dei mercati internazionali.
A livello nazionale, il primo semestre si chiude con un fatturato a -2,3% e un export in flessione nei primi cinque mesi del -2,4%, ma con un saldo commerciale in crescita del +9,6%.
A livello regionale, nei primi sei mesi del 2026 in Lombardia l’export in valore è risultato in calo del -1% sull’analogo periodo dell’anno precedente, attestandosi a 1,56 miliardi di euro.
Le prime cinque destinazioni dell’export lombardo, che coprono il 55,3% del totale, sono: Svizzera (+19,9%), Francia (+25,8%), USA (-7,2%), Germania (-33,4%) e Cina (+8,6%).
In diminuzione del -23,8% l’export verso i mercati del Medio Oriente e del -1,1% quello verso la Russia.
Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti per calzature) ha registrato, tra industria e artigianato – secondo le stime del Centro Studi Confindustria Accessori Moda su dati Infocamere-Movimprese – un calo di -3 aziende, accompagnato da un saldo positivo di +153 addetti rispetto a dicembre scorso.
Sempre sul fronte del lavoro, le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera pelle sono aumentate del +35,8%, attestandosi a 731mila.
“Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025, tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale.
Le nostre imprese stanno reagendo con determinazione a una congiuntura caratterizzata da tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda e aumento dei costi”, commenta Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici.
“Il saldo commerciale del comparto – prosegue – è cresciuto da gennaio a maggio del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro: un risultato che testimonia la competitività delle nostre imprese e la capacità del Made in Italy di continuare a creare valore anche in una fase particolarmente difficile.
La tenuta del mercato UE e i primi indizi di recupero dei consumi interni confermano segnali di miglioramento del nostro comparto.
Oggi più che mai è necessario sostenere le aziende con misure che rafforzino competitività, investimenti e occupazione, affinché il settore possa continuare a rappresentare un’eccellenza del sistema manifatturiero nazionale”.
Sul mercato domestico nazionale – dove gli acquisti delle famiglie mostrano, nel primo semestre, un incremento di circa il 2%, sia in volume che in valore – i segnali più positivi arrivano dalle calzature donna che crescono del +4% sia in quantità che in spesa.
In aumento anche le sportive e le sneakers (+1,5%) che rappresentano oltre il 42% della spesa complessiva.








