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Marco Bussone (presidente Uncem): «Bando Borghi per il Pnrr peggio di una lotteria. Non si spende così un miliardo di euro»

«Il bando è una lotteria». Lo dice in una nota di Marco Bussone, presidente nazionale Unione nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani, in merito al bando per i progetti volti alla riqualificazione dei borghi promosso dal Ministero della Cultura per i Comuni. «La notizia è la corsa al bando, il fatto che la “linea a” e la “linea b” siano state prese di mira da migliaia di Comuni italiani per accedere ai finanziamenti; che i borghi siano nuova sorgente del futuro, che migliaia di case possano essere riqualificate sono notizie nella notizia».

«Una lotteria, abbiamo detto e scritto come Uncem. E non abbiamo condiviso l’impostazione complessiva data dal Ministero. Una “linea a” con 21 fortunati borghi che porteranno a casa 20 milioni di euro. Scelti dalle Regioni e ora ancora da valutare in via definitiva da parte della Commissione ministeriale. Ci sono città che ritagliano pezzi di città da candidare, paesi molto piccoli, Comuni già preoccupati su come spenderanno quei soldi stante tutto il caos delle minime macchine organizzative dei Comuni. Ci sono molti progetti belli, interessanti, virtuosi che saranno importanti per il futuro (se nella rimodulazione, annunciata, pervista e ormai certa, del PNRR, si troveranno altre risorse per questi borghi, altri avranno speranza)».

«Eppure, è successo di tutto su questa assurda e poco visionaria misura che premia uno e scontenta tutti gli altri. “Un ingrato e mille scontenti”, si diceva per le nomine della prima Repubblica. Venti contro duemila, in questo caso. Non doveva essere così in un Paese che deve oggi come mai, generare coesione a partire dall’unità delle Istituzioni. Facendo lavorare insieme i Comuni. Solo insieme, in un territorio omogeneo i Comuni sono vincenti e forti. Non da soli e uno contro l’altro!».

«Così si distrugge la rete dei Comuni, si ignorano le faticose reti esistenti, si inabissa il lavoro dei Sindaci che vincono i campanilismi e i dannosi municipalismi per essere forti insieme, scelte del tutto inadeguate anche per la “linea b” del bando 229 saranno i prescelti da una Commissione – confermo che Uncem non ci sarà e non vuole in alcun modo esserci in questa Commissione, a fare una valutazione complicatissima – che dovrà esaminare forse mille o duemila candidature. Aspettiamo ancora la “linea c” del Piano, a valere sul PNRR, quella per le imprese. Non è chiaro se ne beneficeranno solo i titolari del biglietto fortunato sulla linea b».

«Sarebbe ancor più inopportuno, nella già inopportunità di un percorso che ha spinto centinaia di Comuni a “correre verso l’avviso” con il supporto di assistenze tecniche pagate bene, in alcune case approdate sui Comuni italiani da tutt’Europa… promettendo molto, anche di punteggi, e generando non poco caos. Lo abbiamo denunciato e lo faremo ancora. La rigenerazione dei Comuni, dei territori, delle comunità, ha bisogno di “supporti” veri, ma non di prese in giro». E conclude: «Un miliardo non si spende così. Avevamo la legge sui piccoli Comuni, 158/2017 che poteva orientare la spesa! Perché ignorarla come è stato fatto» ed ora «faccia bene, la Commissione. Senza esporsi al rischio grande di ricorsi».

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