L’aumento dei tassi di interesse è al centro del dibattito, così come lo è stato anche nel recente meeting di Cernobbio. Non sono mancate le voci critiche, che hanno sottolineato l’effetto potenzialmente controproducente della strategia di aumento, almeno in Europa. Qualche famoso economista è giunto a richiamare modelli teorici che, trattando i tassi come un costo d’impresa, vede nel loro aumento un fattore potenzialmente pro-inflattivo e non deflattivo. Alcuni politici – ca va sans dire in campagna elettorale – si uniscono ora a questo coro.
Come stiamo osservando, pare davvero difficile che nel mondo reale le banche centrali possano farsi influenzare da simili percorsi logici. Diverso discorso è se la politica monetaria non debba essere accompagnata da una politica fiscale adeguata alle circostanze (e su tale tema è da poco intervenuto su InPiù Marcello Messori). Esiste anche un altro piano su cui portare la discussione, al momento meno frequentato, che è l’orizzonte di medio/lungo periodo.
I tassi d’interesse nominali a livello prossimo allo zero o negativi – punto di partenza del processo di aumento, dobbiamo sempre ricordarlo – sono un’anomalia – o perlomeno una peculiare caratteristica – legata a un periodo storico. E sono durati a lungo, qualcuno comincia a pensare troppo. A tendere, pare ancora difficile immaginare un sistema finanziario che operi a tutto campo tramite il prezzo chiave – sia dei propri fattori produttivi che dei propri prodotti – che navighi permanentemente in territorio negativo o non lontano dallo zero.
La normalizzazione è di certo un processo costoso per tutti, non solo per l’economia reale ma anche per il sistema finanziario, che vede ridurre il valore dei rilevanti asset a tasso fisso in bilancio. Ma è a tendere comunque necessaria per dare un prezzo significativo ad una risorsa scarsa come il risparmio e per remunerarlo anche quando il rischio che si addossa è relativamente limitato. Sotto questo profilo la dinamica inflazionistica è “l’occasione” – di cui si intende avremmo ovviamente fatto tutti molto volentieri a meno – per realizzare questo percorso senza ostacoli insormontabili e mantenendo comunque bassi i tassi di interesse reali.








