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[L’intervento] Andrea Ceciliani (Università di Bologna): «Bene l’educazione motoria alle elementari, ma ci vuole chiarezza di informazione»

“Alle elementari il prof di ginnastica”. Con questo titolo viene data la notizia dell’avvenuta pubblicazione, in gazzetta ufficiale, del decreto ministeriale con cui, finalmente, si avvia una riforma attesa da tanto tempo: l’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria di primo grado.

Dapprima appare necessario puntualizzare alcuni aspetti sia di ordine terminologico sia di ordine sostanziale.

Innanzitutto parlare ancora di “ginnastica” nel 2022, appare quanto meno anacronistico e obsoleto, tale termine che, semmai, individua una possibile manifestazione dell’attività fisica e motoria, riporta alla mente un approccio pedagogico sorpassato e non più attuale: quello di alunni/e che, schierati di fronte all’insegnante, eseguono a comando gli esercizi proposti e neppure si può confondere con la “ginnastica artistica” in quanto, quest’ultima, espressione di una disciplina sportiva e non di una materia scolastica.

Oggi la/il laureata/o in Scienze Motorie viene formata/o per un insegnamento basato sulla didattica attiva, in cui l’allieva/o viene posto al centro del percorso formativo che la/o riguarda e in tutte le discipline dei curricoli di laurea, tale approccio viene adeguato a tutte le fasce dell’età evolutiva, sia a riguardo dell’educazione fisica sia a riguardo dell’educazione sportiva. Si badi bene si parla qui di educazione sportiva e non di pratica sportiva, cioè di un approccio ludico che vuol fornire alle/ai bambine/i  una esperienza piacevole e divertente attraverso lo “sport giocato”, come orientamento non specializzante alle diverse discipline sportive. Altro è lo sport praticato, quello basato sull’allenamento vero e proprio, che riguarda l’ambiente extrascolastico e una maturità dell’atleta ancora  in divenire per la fascia d’età che riguarda la scuola primaria.

Per quanto riguarda il termine “professore di Educazione Motoria”, che tanto piace all’ambito pedagogico e non dispiace neppure alle Scienze Motorie, bisogna richiamare le Indicazioni Nazionali per i Curricula  (MIUR, 2012) del Primo Ciclo di Istruzione (scuola infanzia, primaria e secondaria di primo grado) per leggere che, in riferimento alla scuola primaria e secondaria di primo grado, la disciplina è indicata come “Educazione Fisica”, anche per uniformarsi al linguaggio internazionale nelle lingue più parlate al mondo: inglese (Physical Education), spagnolo (Educaciòn Fisica) e francese (Education Pysique). Quindi gli insegnanti che verranno messi in ruolo saranno docenti di Educazione Fisica, anche se continueranno a essere chiamati insegnanti di Educazione Motoria.

D’altra parte sorge strano il dispositivo per il quale, nella nostra lingua italiana, siamo uniformati all’idioma anglosassone per tantissimi termini entrati nel nostro gergo comune ma, per quanto concerne l’Educazione Fisica, non riusciamo a internazionalizzarci per motivi che, al giorno d’oggi, non stanno più in piedi a motivo della formazione aggiornata e al passo coi tempi che hanno i laureati in Scienze Motorie.

Per quanto concerne poi i requisiti per accedere al concorso, a differenza di quanto ancora si  continua a ripetere, e purtroppo anche da parte delle massime magistrature, i Diplomati ISEF (categoria ormai in via di estinzione) sono esclusi dal bando che, invece,  prevede l’accesso solo ai Laureati in Scienze Motorie con i seguenti titoli :

  • laurea magistrale LM-67 Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative»
  • laurea magistrale classe LM-68 «Scienze e tecniche dello sport
  • laurea magistrale nella classe di concorso LM-47 Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie
  • titoli di studio equiparati alle predette lauree magistrali ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 2009, n. 233: laurea 53/S Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie; 75/S Scienze e tecnica dello sport; 76/S Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative. 

In altri termini vengono considerati validi tutti i titoli di studio attualmente previsti per l’insegnamento della materia per le classi di concorso A-048 «Scienze motorie e sportive negli istituti di istruzione secondaria di II grado»  e A-049 «Scienze motorie e sportive nella scuola secondaria di I  grado. Ai sensi del DM 259/17, chi ha conseguito il titolo di studio entro il 23 febbraio 2016, per l’accesso alle graduatorie d’istituto e ai futuri concorsi, è possibile fare riferimento ai titoli di accesso ad una delle pregresse classi di concorso ai sensi del DM 39/98 e del DM 22/05.

Tali requisiti sono quelli che garantiscono l’acquisizione dei 24 CFU  in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche di cui al DM 616/2017. Quindi stiamo parlando, a tutti gli effetti, di laureati in Scienze Motorie.

Una riflessione a parte va fatta per la prova di accesso per la quale ci si attende che, la maggior parte dei quesiti, verta su aspetti didattici e metodologici riferiti all’educazione attraverso il corpo e il movimento e non su aspetti bio-medici. A scuola, specialmente nell’educazione fisica, proprio per le necessità di superare la sedentarietà che affligge le attuali generazioni infantili, gli insegnanti saranno chiamati a progettare e offrire situazioni educative che motivino nei bambini il piacere e il desiderio di muoversi, di agire e di divertirsi insieme, anche facendo fatica per sottoporre gli apparati in via di sviluppo a sollecitazioni adeguate per una crescita sana e al massimo del potenziale individuale. D’altra parte basta leggere le linee guida OMS -2020 (Organizzazione Mondiale per la Sanità) per rendersi conto che l’attività motoria, almeno per un’ora al giorno, deve caratterizzarsi per una intensità da moderata a vigorosa e non certamente blanda.

Infine ricordiamo che l’insegnamento dell’Educazione Motoria, nella scuola primaria, è prevista per la classe quinta a partire dall’anno scolastico 2022/2023 e per la classe quarta a partire dall’anno scolastico 2023-2024 con la speranza, negli anni successivi, che si possa applicare a tutte le restanti classi.

Dobbiamo essere pienamente soddisfatti di questa scelta governativa che, finalmente, colma una lacuna da anni presente e ora sempre più pericolosa per il diffondersi della sedentarietà infantile con il conseguente aumento del sovrappeso e dell’obesità, con tutte le conseguenze che hanno sullo stato di salute dei nostri bambini. Le due ore di Educazione Motoria nella scuola primaria devono sostenere, nelle/gli alunne/i il piacere di movimento che le/li caratterizza prima che entrino nella comoda mentalità del sedentarismo.

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