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La carenza di semiconduttori mette in difficoltà Stellantis: «turni ridotti alla Sevel»

«Le fluttuazioni dei mercati nazionali e internazionali generate dalla pandemia e dalla carenza di chip sono fonte di un crescente senso di incertezza». Lo spiega Stellantis, ancora in bufera con i sindacati alla Sevel, fabbrica abruzzese di Stellantis dove si produce il Ducato.

Dal 27 settembre saranno ridotti da 18 a 15 i turni settimanali a causa della carenza di semiconduttori, in particolare di un chip fornito dalla fabbrica malese. Inevitabili i contraccolpi sull’occupazione: viene interrotta la trasferta di 600 cassintegrati provenienti dagli altri stabilimenti del Gruppo e si chiude il rapporto di somministrazione di 300 dei 750 presenti in azienda.

«Le fluttuazioni dei mercati nazionali e internazionali generate dalla pandemia e dalla carenza di chip» spiega Stellantis «sono fonte di un crescente senso di incertezza. Stiamo attuando le migliori soluzioni logistiche per difendere i propri lavoratori e l’intera organizzazione. La conclusione di una parte dei contratti di somministrazione in Sevel rientra nelle normali attività di gestione della forza lavoro di Stellantis in tutti gli stabilimenti europei in questi momenti di instabilità che riguardano tutto il settore automotive mondiale. L’obiettivo è tutelare l’azienda e i propri lavoratori. L’evoluzione della situazione, considerata l’incertezza, è monitorata quotidianamente».

I sindacati sono sul piede di guerra. La Fim, che venerdì organizzerà a Torino, un incontro sull’auto con il governo e Stellantis, chiede al presidente del Consiglio, Mario Draghi, di prendere le redini della situazione. «Nel frattempo insieme alle altre organizzazioni sindacali stiamo decidendo le iniziative di protesta da mettere in campo» avverte il segretario nazionale Ferdinando Uliano.

Parlano di «doccia fredda» Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, responsabile Automotive. «Il Governo non può più fare da spettatore mentre l’industria delle automotive precipita. Non c’è più tempo, bisogna mettere in campo iniziative di lotta fino allo sciopero», aggiungono.

Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e il  responsabile auto Gianluca Ficco, definiscono «intollerabile  l’inerzia del ministero dello Sviluppo che, nonostante le  ripetute sollecitazioni, non si decide a riconvocare il tavolo  di confronto con Stellantis insediato a giugno» Anche Roberto  Di Maulo, segretario generale Fismic Confsal, chiede «al  ministro Giorgetti di convocare al più presto un incontro su  Sevel» e ribadisce che «è possibile prevedere di utilizzare i  somministrati in un prossimo futuro quando la fornitura di  componenti elettroniche sarà stabile e la produzione di furgoni  tornerà a pieno regime».

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