Dagli storici motori “Fire” alla futura gigafactory. Così Stellantis punta ancora per il futuro sull’impianto di Termoli, con circa 2500 dipendenti e una superficie di 1,3 milioni di metri quadri.
Proprio qui, nel 1985, in un nuovo capannone, venne avviata la produzione del motore Fire, il “Fully Integrated Robotized Engine” di cui l’ultimo modello è andato in pensione lo scorso anno. Ora Termoli diventerà una delle cinque gigafactory che serviranno a Stellantis per sostenere i propri sforzi nella transizione verso l’elettrico e per cui investirà 30 miliardi nei prossimi anni.
L’impianto italiano sarò il terzo che avrà luce in Europa, dopo quelli di Douvrin (Francia) e a Kaiserslautern (Germania). Anche negli altri due Paesi non si tratta di impianti costruiti ex novo ma della riconversione, quantomeno parziale, di stabilimenti che producono ancora motori termici. Proprio per questo quello torinese di Mirafiori non è stato mai un candidato a occupare una delle nuove strutture, perché nello storico stabilimento piemontese non vengono prodotti motori da molti anni; qui si concentrerà la produzione della 500 Bev, per cui è previsto un forte aumento, e sempre a Mirafiori arriverà il battery hub and lab che servirà anche per Maserati.








