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Un fondo privato per aiutare le imprese sane e con la voglia di agganciare la ripartenza. Ecco la strategia della multinazionale Agrati

Smart Capital è l’ultima iniziativa coniata sul mercato dagli imprenditori per investire nelle imprese industriali e, con l’occasione, trovare anche buoni investimenti.

L’idea è venuta al Gruppo Agrati, la multinazionale tascabile dell’imprenditore Cesare Agrati, con radici a Veduggio in provincia di Monza e 520 milioni di ricavi nella componentistica automotive e per il settore elettrico, nell’ambito di un progetto di investimento in club che ha convinto anche la famiglia di industriali Anghilleri, proprietaria della siderurgica lecchese Eusider, oltre 600 milioni di fatturato nelle forniture per elettrodomestici, macchinari, cantieristica navale e infrastrutture.

Non saranno da soli, vista l’attenzione di altri attori industriali del territorio come quella del gruppo Dell’Orto che fa capo all’omonima famiglia di imprenditori di componenti per moto e auto.

La raccolta di capitali – con un obiettivo di oltre 60 milioni di euro di liquidità per gli investimenti – è in corso in questi giorni presso l’ampio serbatoio degli imprenditori nazionali, soprattutto nell’area della Brainza, con uno sguardo attento all’Emilia e Veneto, alla ricerca di imprese che possano anche aprire nuove porte nella tecnologia.

La strategia ha captato l’interesse anche di una banca d’affari come la Citic, acronimo di China International Trust and Investment Company, la società di proprietà dello stato cinese con sede a Hong Kong, che è a caccia di affari in Italia dove in questo momento, per esempio, segue da vicino gli sviluppi sugli assetti proprietari dell’Inter. Ma è soprattutto alla ricerca di opportunità tra le aziende italiane a forte connotazione tech da far crescere in Cina, puntando su innovazione e competenze italiane da espandere in Asia.

Il suo ruolo sarà di advisor di Smart Capital, con la possibilità anche di coinvestire in futuro a fianco della piattaforma milanese, vista come una possibile fabbrica di affari, una sorta di periscopio per scovare le imprese più interessanti. Così Federico Bazzoni, l’italiano che da Hong Kong guida il settore M&A Internazionale di Citic, entrerà nella cabina di regia nelle vesti di advisor della piattaforma di capitali cosiddetti pazienti: in pratica, Smart Capital vuole giocare un ruolo di partner di lungo periodo nelle aziende nelle quali investe.

L’iniziativa è entrata nel radar anche di Riccardo Ruggiero, l’ex Ceo di Infostrada, poi di Olivetti e quindi di Telecom Italia, che siederà al fianco di Bazzoni nell’advisory board di Smart Capital. Sempre attivo tra finanza e industria, oggi Ruggiero è il presidente esecutivo di Melita, società di servizio nelle telecomunicazioni e nella banda ultraveloce.

Nella cabina di regia dei senior advisor, oltre a Ruggiero, Andrea Dell’Orto, vicepresidente esecutivo dell’omonimo gruppo lombardo, e Bazzoni, ci saranno anche Pietro Carena di EY e Giuseppe Rizzi, ex Ubs e Euromobiliare, oggi private banker di Mediolanum, dove segue gli investimenti di un gruppo di investitori.

Chi studierà da vicino i dossier facendo scouting sul territorio è Andrea Costantini, bocconiano, seconda generazione degli imprenditori della Agrati, di cui è diventato vice presidente esecutivo dopo dodici anni trascorsi tra Asia e Stati Uniti come manager per Coca Cola e altre multinazionali. E’ infatti lui il fondatore di Smart Capital, di cui è anche presidente, a fianco di Cesare Agrati, coadiuvati nel ruolo di direttore generale da Andrea Faraggiana, ex Lazard, Rotschild e Tip.

Smart Capital guarderà a investimenti di minoranza o maggioranza di imprese soprattutto della meccanica, viste le competenze dei promotori, ma che puntano sull’innovazione. Proprio dal digitale è partito il primo investimento che ha portato la piattaforma a investire con una quota di circa il 20% nella milanese Knobs, società di sviluppo di Software, specializzata nella tecnologia blockchain.

Smart Capital punterà anche su aziende in procinto di quotarsi al mercato Aim dedicato alle imprese più giovani, con una formula di capitale pre-Ipo.

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