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Sardegna: natalità ai minimi storici e popolazione in calo per il quindicesimo anno consecutivo | L’analisi

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Popolazione in diminuzione per il quindicesimo anno consecutivo

La Sardegna continua a fare i conti con una profonda crisi demografica. Secondo i dati relativi al 2025, la popolazione residente nell’isola diminuisce per il quindicesimo anno consecutivo. Al 1° gennaio 2026 i residenti sono 1.554.490, quasi 8 mila in meno rispetto all’anno precedente.

Alla base di questa dinamica resta il persistente squilibrio tra nascite e decessi, un fenomeno che da anni caratterizza il quadro demografico regionale e che continua a incidere sulla consistenza della popolazione.

Nascite al minimo storico e saldo naturale negativo

Nel 2025 in Sardegna sono nati 6.428 bambini, il dato più basso dell’intera serie recente. Il tasso di natalità scende così a 4,1 nati ogni mille abitanti, contro il valore nazionale pari a 6 per mille. L’Italia, a sua volta, mantiene il primato negativo come Paese con la natalità più bassa dell’Unione Europea.

Nello stesso periodo i decessi hanno raggiunto quota 18.791, registrando un aumento rispetto al 2024. Il risultato è un saldo naturale fortemente negativo, pari a -12.363 residenti.

Il divario tra nuove nascite e decessi continua quindi ad alimentare la riduzione della popolazione regionale.

Il contributo delle migrazioni non basta a invertire la tendenza

I movimenti migratori contribuiscono solo parzialmente a contenere il calo demografico. Nel 2025 il saldo migratorio risulta positivo per 4.472 residenti.

Il dato è attribuibile quasi interamente alla componente estera. Inoltre, dopo anni caratterizzati da un saldo negativo verso le altre regioni italiane, si registra anche un lieve saldo positivo nei movimenti interni nazionali.

Tuttavia questi flussi non risultano sufficienti a compensare la perdita di popolazione determinata dal saldo naturale negativo.

Una regione sempre più anziana

Uno degli aspetti più rilevanti del quadro demografico sardo riguarda il progressivo invecchiamento della popolazione.

L’età media dei residenti raggiunge 49,6 anni, ben al di sopra della media italiana, pari a 47,1 anni.

Contemporaneamente diminuisce la presenza delle fasce più giovani. La quota di popolazione con meno di 15 anni scende infatti al 9,4%, mentre gli over 65 rappresentano ormai il 28,1% dei residenti.

Il rapporto tra le generazioni evidenzia uno squilibrio particolarmente marcato: in Sardegna si contano quasi 300 anziani ogni 100 giovani.

Anche l’indice di dipendenza strutturale continua a crescere. Per ogni 100 persone in età lavorativa sono presenti circa 60 individui in età non attiva, in prevalenza anziani.

Mortalità in crescita rispetto agli anni precedenti

L’analisi della mortalità restituisce inoltre un quadro particolarmente significativo.

Per il quarto anno consecutivo, infatti, la Sardegna risulta la regione italiana che registra l’incremento più elevato del numero complessivo dei decessi rispetto al periodo compreso tra il 2015 e il 2019.

Un elemento che contribuisce ulteriormente a delineare una situazione demografica caratterizzata da una popolazione sempre più anziana e da una natalità in costante diminuzione.

Il quadro demografico della Sardegna

I dati del 2025 confermano dunque una delle principali fragilità strutturali della regione. Da una parte le nascite raggiungono il livello più basso della serie recente; dall’altra cresce il peso della popolazione anziana e prosegue la riduzione dei residenti.

Nonostante il contributo positivo delle migrazioni, il saldo naturale fortemente negativo continua a rappresentare il principale fattore alla base del calo della popolazione, confermando la centralità della questione demografica nel futuro della Sardegna.

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