“Da mesi denunciamo l’assenza di risposte concrete sul futuro dello stabilimento, sull’occupazione e sull’intero sistema dell’indotto.
Non esiste ancora una prospettiva industriale chiara e credibile per Taranto e per migliaia di lavoratori e le loro famiglie che attendono di conoscere quale sia il proprio futuro.
Non c’è più tempo per non intervenire, servono risposte subito”.
Così le segreterie Fim, Fiom, Uilm e Usb, dopo che questa mattina, presso la Portineria Imprese, si è svolta l’assemblea unitaria con tutte le lavoratrici e i lavoratori delle imprese dell’appalto dello stabilimento ex Ilva di Taranto.
I sindacati ribadiscono che “il tempo delle attese, dei tavoli rinviati e delle promesse non mantenute è finito”.
Al termine dell’assemblea, le Segreterie FIM, FIOM, UILM e USB assieme ai lavoratori, hanno promosso e guidato una grande mobilitazione sindacale con corteo a cui hanno partecipato le lavoratrici e i lavoratori dell’indotto.
Il corteo ha attraversato la SP Taranto – Statte e il quartiere Tamburi, fino a raggiungere il Comune di Taranto, dove insieme ai lavoratori hanno occupato la piazza antistante il Palazzo di Città.
Una delegazione sindacale è stata ricevuta dal sindaco Piero Bitetti, al quale abbiamo rappresentato tutta la gravità della situazione, ribadendo che l’iniziativa di oggi è solo l’inizio della bomba sociale che denunciamo da mesi.
“La politica non può utilizzare le decisioni della magistratura come alibi per non assumersi sino in fondo le proprie responsabilità”, affermano i sindacati: “Spetta al Governo in primis, a tutte le forze politiche e alle istituzioni, decidere quali”.
“Non si può parlare di futuro industriale mentre migliaia di lavoratori rischiano – aggiungono – , nel frattempo, di perdere il proprio posto di lavoro.
Il Governo deve mettere in campo subito tutti gli strumenti necessari per fermare i licenziamenti, salvaguardando tutti i lavoratori coinvolti, a partire da quelli dell’indotto.
Nessun lavoratore deve essere lasciato indietro”.
I sindacati annunciano che domani parteciperanno all’incontro previsto a Palazzo Chigi.
Attenderemo l’esito dell’incontro e programmeremo una nuova assemblea con tutti i lavoratori di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Ilva in amministrazione straordinaria e dell’intero indotto, per discutere insieme e decidere quali iniziative intraprendere.
“L’iniziativa di oggi non rappresenta una protesta isolata, bensì l’inizio di una fase di mobilitazioni se non arriveranno le risposte.
La pazienza dei lavoratori è terminata.
Il Governo si assuma le proprie responsabilità decidendo quale futuro vuole garantire a Taranto e a tutti i lavoratori, nessuno escluso.
Servono garanzie su occupazione, salario e su una vera prospettiva industriale.
Il tempo è scaduto.
La politica tutta, si assuma le proprie responsabilità”, concludono.








