«Gli imprenditori hanno fiducia nelle loro capacità e sono pronti ad investire e assumere nel 2021». Lo afferma Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, alla presentazione del “Focus Impatto Giovani”, dedicata alla percezione per il 2021 di imprenditori, manager e professionisti under 40 sull’economia, sul lavoro e sul tessuto produttivo.
«Tuttavia vogliamo che siano l’Italia e l’Europa a moltiplicare le occasioni di crescita e chiediamo al Governo, come alleanza dei “giovani produttori”, di non essere lasciati per ultimi nel piano di ripresa e resilienza italiano. Queste risorse dovranno essere incanalate su alcune priorità e investimenti come il lavoro, la sanità, l’innovazione e la sostenibilità», conclude.
Dallo studio emerge che c’è fiducia nella ripresa, ma serve spendere bene i fondi europei. Per la maggioranza degli intervistati, nonostante la grave crisi, la percezione del futuro resta positiva: per il 74,4% è molto positiva e per il 16,5% è abbastanza positiva. Il dato è confermato da due fattori: il 40% degli imprenditori prevede di assumere e il 46,6% ha in programma di investire nel corso dell’anno.
Nel 44,4% dei casi, nel corso del 2021, le imprese prevedono di accedere alla misura che azzera i contributi per chi assume le donne mentre una percentuale più alta, il 62%, utilizzerà lo sgravio per l’assunzione dei giovani under 35.
Questi risultati, tuttavia, sono condizionati da fattori esterni e interni: la risoluzione dell’attuale pandemia incide per il 48,7% degli intervistati, mentre per il 40,4% è l’alleanza strategica tra imprenditori, professionisti e manager a fare la differenza.
E se per il 2021, pur facendo leva sui propri sforzi, nel complesso la percezione degli under 40 appare positiva, lo studio rileva grande preoccupazione sul Sistema Paese nel suo complesso: il 71,9% degli intervistati prevede che sarà un anno difficile per l’Italia.
Tra i fattori che determinano questo sentimento negativo c’è l’eccesso di burocrazia (62,8%), la crisi economica (57,9%) e le conseguenze della pandemia sul tessuto sociale (46,9%), mentre per il 45,8% l’instabilità/conflittualità politica è in cima ai problemi da superare.
Secondo gli under 40 le priorità delle aziende per ripartire sono formazione, digitalizzazione e innovazione. Ma saranno necessari interventi a tutto campo come la riduzione fiscale (55,1%), lo snellimento della burocrazia (45,8%) e un’azione decisa sull’istruzione e la formazione (37,4%).
Per quanto riguarda il Programma Next Generation EU, sono state individuate principalmente tre aree d’intervento su cui concentrare le risorse europee: la riduzione del costo del lavoro per il 53,8%, la sanità per il 37,9%, l’efficienza energetica e il digitale per il 37%.








