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Rolando Paolone (Ad Danieli): «Commesse con Russia si fermeranno. Si rischia frenata»

Le scelte belliche del governo Russo determineranno «una frenata importante» anche per l’economia italiana. Ne parla l’amministratore delegato del Gruppo Danieli, Rolando Paolone, che vede un rischio concreto per le sue commesse con la Russia. «Probabilmente si fermano. Se non ci saranno finanziamenti, chiaramente si fermeranno», ha detto durante Expo 2020 Dubai. Una eventuale chiusura totale del mondo alla Russia potrà provocare sul mercato, evidenzia l’ad, specificando tuttavia che «l’impatto non sarà devastante» per Danieli, considerato che la Russia non è l’unico cliente della multinazionale che trova nel «guardare da un’altra parte», in altre destinazioni, la risposta a questa situazione.

Impatto importante, ma non devastante

«Le risorse le abbiamo, quindi ci dedicheremo altrove», spiega l’ad di Danieli. «Credo che questa sia forse la vera la risposta alla situazione: guardare da un’altra parte. Noi siamo dappertutto quindi non è un grosso problema», anche se «è chiaro che come azienda era comodo avere un mercato forte come quello russo». Se contro Mosca «c’è una chiusura totale, di tutte le banche, di tutte le possibilità per la Russia di accedere a finanziamenti e altro – che è una reazione assolutamente comprensibile – chiaramente si rischia di avere una frenata importante su una fetta del nostro mercato», sottolinea Paolone, ribadendo ancora che «noi per fortuna siamo molto internazionali, quindi non è che sia un impatto devastante, però sarebbe importante».

E la guerra in Ucraina va a peggiorare il già difficile tema dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Un aumento che «ha un impatto importante» su Danieli, anche se «al momento non sta impattando sui nostri utili», ha specificato l’ad. Il 2021 «è stato un anno molto buono dal punto di vista dei fatturati e dei risultati. L’anno in corso – noi abbiamo un anno fiscale che va da luglio a giugno – è molto positivo, ma chiaramente ora c’è tanta incertezza. È difficile fare previsioni» ora, «anche se la vediamo complicata».

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