Paolo Gentiloni (Commissario Ue agli Affari Economici): «La ripresa sarà forte anche per l’Italia. La sfida sarà ottenere una crescita sostenibile e duratura»

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«La crescita sta tornando e la ripresa sarà forte anche per l’Italia». Lo afferma il commissario per gli Affari Economici della Ue Paolo Gentiloni in un’intervista al Messaggero, aggiungendo che «l’outlook di primavera è meglio del previsto, importanti le riforme con il Recovery».

E in effetti le stime sono buone: il Pil è pronto al rimbalzo, con vaccini e aperture si può arrivare al +5%. Gentiloni parla di «ottimismo nel commentare dei dati ancora negativi, nel senso che abbiamo avuto sia nel quarto trimestre dell’anno scorso che nel primo trimestre di quest’ anno, un lievissimo segno meno: 0,5% di crescita negativa. Ricordavo tuttavia che la ripresa è in atto e sarà particolarmente forte nella seconda metà dell’anno. Quindi per rispondere alla sua domanda: sì, si torna a crescere».

«La reazione molto veloce e forte delle istituzioni Ue e di conseguenza dei singoli Paesi, ha attutito le conseguenze di un 2020 drammatico per l’economia reale. Naturalmente dietro questi numeri ci sono ferite sociali molto gravi da rimarginare. Penso al lavoro di giovani e donne o a settori tuttora in crisi nel commercio, nel turismo, nella ristorazione, nella cultura. Tuttavia l’ondata è stata contenuta e io credo che il vento di ripresa potrebbe anche esser più forte del previsto. La sfida sarà la qualità di questa crescita: se sarà sostenibile e se sarà duratura, non sarà solo un rimbalzo post crisi».

«Presenterò le nuove previsioni di primavera tra una decina di giorni e credo che potrebbero essere anche migliori», annuncia quindi Gentiloni. «L’Italia potrebbe avere un buon livello e godere in particolare di una ripresa forte. Però, ripeto, il tasso di crescita è importante: il Fmi ha parlato per l’Eurozona di un tasso di crescita superiore al 4%, numeri che non vedevamo dal secolo scorso in Europa. Ma tutto ciò deve corrispondere a una economia più verde e a una crescita che non sia solo una fiammata dopo la caduta».

«Le nostre previsioni di primavera per la prima volta includeranno proprio l’impatto dei piani di Recovery. Direi che a contare non sarà tanto la velocità quanto il rispetto degli obiettivi e dei tempi previsti nel piano. È importante essere consapevoli del fatto che l’Italia ha messo sul tavolo tutte le carte disponibili. Si gioca, potremmo dire, l’intera posta, come cercando una spinta storica per uscire da oltre vent’anni di bassa crescita e alto debito».

«È una scelta giusta e impegnativa, non tutti i Paesi hanno utilizzato l’intero ammontare di prestiti disponibili. Questo vuol dire che il volume di risorse che arriverà sarà enorme e quindi il rispetto degli impegni presi, nei tempi che sono stati decisi, è fondamentale», conclude.

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