«La presidenza di Mimmo Parisi non funzionava», così il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, chiarisce il commissariamento dell’Agenzia indipendente delle politiche attive. «L’Anpal era paralizzata», spiega. «Ora la funzione di indirizzo delle politiche attive del lavoro va al ministero. Ma è l’unica modifica».
In merito alle parole dell’ex presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte, che sostiene che finanziare i centri pubblici per l’impiego con un piano plurimiliardario senza cambiarne il sistema di gestione è come mettere acqua in un tubo pieno di buchi’ il ministro afferma: «L’architettura è frutto di un faticoso compromesso con le Regioni, che in base al titolo V della Costituzione hanno una competenza diretta nelle politiche del lavoro», dichiara in un’intervista al Corriere della Sera.
«Ci avevano contestato l’eccesso di centralismo della nostra proposta iniziale. Lo capisce chiunque che in queste condizioni non passa alla conferenza Stato-Regioni. Se c’è qualcuno che entro l’anno sa come cambiare il titolo V o come portare le Regioni a una spontanea cessione di sovranità, è il benvenuto» prosegue. «Questa critica non tiene conto dei rapporti di forza. Se poi ci sono esponenti delle forze politiche che hanno le stesse riserve, lo dicano ai governatori di Regione della loro parte».
Quanto all’assegno di ricollocazione pensato con il governo di Matteo Renzi, Orlando sottolinea: «In parte è assorbito dalla Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol), il modello della riforma attuale. Ma l’assegno di ricollocazione renziano in realtà non ha mai funzionato. È preciso: noi i soldi non li mettiamo nei centri pubblici per l’impiego. Pensiamo a un sistema di voucher che possono essere utilizzati sia nel sistema delle agenzie private che pubblico».
Per saperne di più:








