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Non di solo Pil vive l’uomo | L’analisi di Andrea Boitani

Non basta avere un Pil pro capite elevato e/o che cresce molto per dire che un Paese vive meglio di un altro che ha un Pil pro capite più basso o che cresce meno. Il Joint Research Center: EU Science Hub ha recentemente diffuso un breve rapporto che consente di mettere a fuoco la questione.

L’Unione Europea ha un Pil pro capite più basso e che cresce meno (17% tra 2010 e 2023) rispetto agli Stati Uniti (25% tra 2010 e 2023).

Utilizzando però un indicatore del benessere sociale che comprenda sì il reddito ma anche la sua distribuzione e l’aspettativa di vita (e la sua distribuzione tra i gruppi sociali), negli stessi anni il miglioramento dell’Ue è stato di 9,5 punti, contro 1,2 degli Usa.

Se si usa un indice sintetico che comprende 42 indicatori, il miglioramento europeo (2010-2023) risulta di 4 punti percentuali contro un declino americano di 0,5 punti.

Se si guarda ai livelli attuali dell’indicatore aggregato di benessere e a quello di alcune sue componenti, si nota come il benessere nell’Ue risulti superiore a quello degli Usa, pur partendo nel 2010 da valori vicinissimi.

In particolare, l’Ue ha valori più alti dell’indicatore sulla fruizione e difesa della natura e sulle disuguaglianze (è molto meno disuguale degli Usa), mentre il gap relativo alla qualità delle istituzioni si è andato riducendo, soprattutto a causa del peggioramento negli Usa, che partivano con un consistente vantaggio.

Dove gli Usa mantengono un significativo vantaggio è nella disponibilità di risorse per il futuro, grazie ai maggiori investimenti in capitale economico umano e sociale. È sulla capacità di attivare questi investimenti che si giocherà la possibilità di dire anche in futuro che il benessere in Europa è superiore a quello americano, anche se il Pil pro capite dovesse rimanere più basso.

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