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Nissan: piano di ristrutturazione in Europa, tagliato il 10% della forza lavoro

Nissan punta a tagliare circa il 10% della forza lavoro in Europa e a riunire in una sola linea le due linee produttive dello stabilimento britannico di Sunderland, nell’ambito del piano globale di ristrutturazione del gruppo giapponese.

Lo riporta il Financial Times, secondo cui la società ha avviato il confronto con i lavoratori su circa 900 esuberi tra gli impiegati in Europa, inclusi Francia, Spagna e Regno Unito.

Il gruppo conta circa 9.300 addetti nella regione.

Secondo il quotidiano britannico, Nissan sta inoltre valutando come utilizzare la capacità in eccesso di Sunderland, dove l’utilizzo dell’impianto è intorno al 50%, e ha avuto colloqui con la cinese Chery e altri potenziali partner per la produzione di auto nello stabilimento.

Nissan non ha commentato le trattative, ma ha confermato di esplorare “opportunità con terze parti per massimizzare l’utilizzo degli impianti”.

La casa giapponese ha spiegato in una nota al Financial Times che le misure sono “essenziali per proteggere il futuro di Nissan in Europa, salvaguardare i posti di lavoro nel lungo periodo e garantire di poter competere in modo redditizio in Europa.

Il piano globale prevede chiusure di fabbriche e 20 mila tagli nel mondo.

A Sunderland, dove Nissan impiega circa 6.000 persone e produce la nuova Leaf elettrica, non sono previsti tagli di personale considerando che nello stabilimento arriverà anche la nuova Juke elettrica attesa nel 2027.

Il riassetto arriva mentre Nissan subisce la pressione crescente dei marchi cinesi in Europa.

Nel Regno Unito le vendite del gruppo sono scese del 13% nei primi quattro mesi dell’anno, con quota al 3,7% dal 4,7%, mentre Chery è salita al 6% e Byd al 3,5%.

Nell’Ue, secondo dati Acea, le vendite Nissan sono calate dell’8,3% nel primo trimestre.

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