Nel 2025 il settore radio-televisivo italiano ha raggiunto un giro d’affari di 9,6 miliardi, in lieve aumento (+0,7%) rispetto all’anno precedente e quasi il 10% sopra i livelli del 2019.
La crescita continua a essere sostenuta dalla progressiva diffusione degli abbonamenti web, saliti del 10% e arrivati a rappresentare il 24,9% dei ricavi complessivi del settore.
L’evoluzione delle modalità di consumo conferma il ruolo centrale dello streaming che genera circa 2,4 miliardi di ricavi e rappresenta ormai il 59,4% del mercato della pay tv, con un incremento di quasi 45 punti percentuali rispetto al 2019.
Parallelamente prosegue il declino degli abbonamenti alla pay tv tradizionale, in flessione del 5,5%.
In Italia il mercato dovrebbe mantenere una dinamica di crescita più moderata rispetto allo scenario internazionale.
Per l’intero 2026, l’Area Studi Mediobanca stima un incremento dei ricavi aggregati dei principali operatori tra il 4% e il 5%, sostenuto dai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, dalla Coppa del Mondo Fifa 2026, dalla diffusione delle offerte Advertising Video on Demand, dei piani AD-supported e dei FAST Channels, nonché dal contributo della produzione e distribuzione di contenuti.
Permangono tuttavia segnali di debolezza nella raccolta pubblicitaria tradizionale: nel primo semestre 2026 il settore radiotelevisivo registra una flessione del 2,2%, che si amplia al 5,6% nel solo mese di giugno, con la televisione in calo del 2,1% nel semestre e la radio del 3,7%.
Di contro, il digital advertising continua a crescere (+3,4%), confermando il progressivo spostamento degli investimenti verso le piattaforme online.
Il mercato in Italia continua a essere fortemente concentrato: Rai, Sky e Mediaset generano congiuntamente circa il 63% del fatturato complessivo, anche se la loro quota si riduce progressivamente per effetto dell’espansione delle piattaforme online (era il 68% nel 2022).
In termini di ricavi, Rai si conferma nel 2024 il primo operatore del settore, con 2,8 miliardi (+4,7% sul 2023), seguita da Sky (2,3 miliardi; +8,6%) e Mediaset (2,1 miliardi; +6,9%).








