L’istituto di credito Volksbank, che ha sede a Bolzano, continua ad aprire sportelli, in contro tendenza con gli altri grandi gruppi bancari. La sua crescita è certificata dai numeri dell’ultima semestrale, chiusa con un utile netto di oltre 50 milioni, l’incremento di volumi e clienti (per la prima volta le masse amministrate hanno superato 20 miliardi), e la crescita in doppia cifra delle commissioni.
«Dal punto di vista del rischio creditizio abbiamo gestito il semestre in maniera prudente, tenendo in considerazione gli stimoli che riceviamo dalle autorità italiane ed europee, anche in attesa degli effetti economici della pandemia», spiega a MF-Milano Finanza Alberto Naef, direttore generale della banca. Contrariamente a qualche altro istituto, prosegue il manager, «abbiamo continuato ad accantonare riserve in via prudenziale, cercando di anticipare la possibile onda di crediti anomali futura».
«Quello che ci soddisfa», aggiunge Naef «è che siamo riusciti a generare ancora patrimonio, ossia un altro degli aspetti sotto i riflettori della vigilanza e abbiamo registrato un Cet1 al 15,4% al netto della previsione sul capital plan scontata al 50% dal patrimonio». Il patrimonio netto nel semestre ha infatti registrato un incremento a 815 milioni dai 751 milioni dei dodici mesi precedenti.
Quello che emerge, dai numeri del semestre che il dg giudica «molto soddisfacenti e frutto di un’attività commerciale efficiente» è che l’economia del Nord-Est non sta dando segni di sofferenza. «L’immobiliare ha tenuto», specifica Naef, «il turismo, al di fuori delle città d’arte, non è stato troppo penalizzato: sia la riviera veneziana sia Trentino e Cadore stanno registrando ottimi afflussi». Un tema fondamentale per Naef è il supporto alle imprese.
«Vogliamo essere quel tipo di istituto che riesce ancora a essere popolare nella testa e nel cuore, attento alla relazione con i clienti. Un atteggiamento che in molti casi – cito ad esempio le nostre politiche sui mutui – viene apprezzato».
Operazioni straordinarie in cantiere?
«Per il momento no, la nostra attività è focalizzata sul piano industriale recentemente approvato. Abbiamo solo registrato a bilancio alcuni proventi straordinari derivanti dalla rivalutazione degli immobili e dalla gestione attiva del portafoglio titoli».
Certo, aggiunge Naef, «stiamo guardando all’apertura di qualche nuovo sportello. Ne abbiamo in tutto 170, di cui 50 in Alto Adige e 90 in Veneto, ma il territorio Veneto è 12 volte più grande dell’Alto Adige. Per questo a Vicenza di recente ne abbiamo aperto uno nuovo». In realtà in Italia molte operazioni di aggregazione tra banche hanno comportato la cessione di sportelli e il mercato si aspetta questo anche dall’eventuale deal Unicredit-Mps. presto per dirlo, ma se nell’ambito di qualche operazione ci fossero alienazioni compatibili con le nostre esigenze, le terremmo sicuramente in considerazione».
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