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Industria dei microchip in crisi: dopo auto e smartphone, anche console e videogame

L’industria dei microchip è in crisi e, dopo aver colpito il settore delle auto e quello degli smartphone, si sta abbattendo anche sui principali produttori di console proprio nelle settimane precedenti il lancio dei nuovi prodotti. Diversi media di settore da settimane mettono in guardia i propri lettori appassionati di gaming dal rischio che l’aumento dei prezzi delle schede video e i processori possa impattare sul costo, ma anche sulla reperibilità stessa delle nuove Xbox e Playstation.

Secondo diverse fonti, citate tra gli altri da Nikkei e Cnbc, la Taiwan Semiconductor Manufacturing, tra i principali produttori di chip per il settore del gaming, si appresta a un imminente aumento dei prezzi fino al 20% dei propri prodotti con semiconduttori. Il colosso taiwanese fornisce aziende come Apple e Amd, che a sua volta fornisce schede grafiche e processori per Sony, produttore delle Playstation, e Microsoft, la casa madre della Xbox.

È vero che la stessa Amd non ha ancora annunciato a sua volta un aumento dei prezzi, ma la decisione, secondo quanto trapela dai media statunitensi, potrebbe arrivare presto. Questo, spiegano diversi esperti del settore, potrebbe avere come effetto diretto che i prezzi già alti di PlayStation 5 e Xbox Series X potrebbero aumentare ulteriormente. In alternativa, le due società potrebbero ridurre il numero di console da mettere sul mercato per abbassare i costi di approvvigionamento di chip e produzione dei videogiochi.

In entrambi gli scenari al momento delineati si tratta di una brutta notizia per i giocatori di tutto il mondo, milioni dei quali sono in attesa delle console di nuova generazione in grado di lanciare i giochi con grafica più potente in lancio per la stagione 2021-2022. La crisi dei chip di questi mesi ha portato il mondo intero a riconsiderare il peso di queste parti minime della produzione per la realizzazione di prodotti elettronici. Quando si parla di chip in realtà bisogna considerare in primo luogo che esistono molti chip diversi. E che ognuno di loro assolve a una funziona precisa nei prodotti tecnologici.

Il mondo intero dell’elettronica è fatto di chip. Dai microprocessori dei computer portatili, ai chip degli smartphone, a quelli che vanno nelle console come Xbox e PlayStation, piuttosto che quelli del televisore, delle auto, dei frigoriferi o dei microonde. In ogni dispositivo ci sono decine di chip, anche in un solo telefonino. In un’auto ce ne potrebbero essere anche più di 100 diversi, da quelli per il controllo del motore, al cruscotto, al navigatore di bordo. Quindi i chip sono dappertutto. E la loro carenza ha oramai impattato tutti i settori dell’elettronica. Senza che al momento il problema abbia trovato una soluzione adeguata.

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