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Michele Brambilla (QN): «I rider, la ricostruzione e l’abolizione della schiavitù»

La ricostruzione e l’abolizione della schiavitù. Ne parla il direttore di QN Michele Brambilla, prendendo spunto dalla storica sentenza con cui la Procura di Milano impone a sei cosiddetti «colossi del delivery» di assumere 60mila rider.

«Cioè – scrive Brambilla – sessantamila di quei giovani – ma a volte tutt’altro che giovani – che in bicicletta o in motorino, con il sole e con la pioggia, con la nebbia e con la neve, ci portano a casa le pizze, la spesa, gli oggetti più disparati acquistati online. Il tutto per quattro euro a consegna. Lordi, s’intende».

«Ne avevamo dato notizia nei giorni scorsi: il quotidiano spagnolo El Mundo ha rivelato quanto guadagna Lionel Messi per giocare nel Barcellona: 555.237.619 euro, cioè più di mezzo miliardo, in quattro anni. Lordi, s’intende. Sappiamo bene quanto sia stupida una certa demagogia. Da che mondo è mondo, c’è sempre stato chi ha saputo guadagnare di più, a volte o anche spesso con pieno merito».

«E non si può mettere sullo stesso piano un rider con un Messi che, indirettamente, produce reddito per tantissime altre persone. Così come Bezos dà lavoro a migliaia e migliaia eccetera eccetera. Tuttavia resta la domanda se, mondo dopo mondo, non ne abbiamo costruito uno squilibrato quant’altri mai».

«Un tempo l’amministratore delegato o perfino il padrone di una grande azienda aveva un reddito centinaia di volte superiore a quello dei suoi dipendenti. Ma qua siamo ai trilioni di volte. Durante la Rivoluzione Industriale, la condizione degli operai (a volte quattordicenni) era talmente pesante che per, reazione, nacque la “lotta di classe”».

«Nacque il comunismo, che si rivelò poi un sistema iniquo e repressivo, responsabile di milioni di morti. Fu una medicina peggiore della malattia, se vogliamo. Ma nacque per reazione a quell’ingiustizia sociale».

«Oggi, il divario fra ricchi (i famosi “colossi”, appunto) e tanti loro lavoratori è infinitamente maggiore che nei secoli scorsi. Ordinando l’assunzione dei sessantamila rider, la Procura di Milano ha chiarito di non aver seguito un principio morale, ma semplicemente legale».

«Così sia. Così capisca chi ora deve gestire la ricostruzione dopo la pandemia. Un sistema che preveda la riedizione della schiavitù non si reggerebbe, e non gioverebbe, alla fine, neanche ai colossi. (P.s.: a proposito di pandemia, questi rider sono quelli che ci hanno tenuti vivi durante il lockdown)».

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